
Padre Pino Puglisi, ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993.
La domanda è: qualche rete televisiva se ne ricorderà ?
("ha da passà 'a nuttata"... ma è lunga assai)
Considerando che dovremmo già essere a bordo pista e conoscendo la venalità dei miei colleghi, decido di dissolvere tutti i loro dubbi ponendo loro una nuova quistione: “Se dovessero esserci dei casini, sbaglio dicendo che non ci chiamerebbero più e che, quindi e pertanto, … (pausa d'effetto) … addio grano, pecunio, dindi, palanche … insomma ... i 50euro50 !!!”.Il breve ragionamento trova i quattro moschettieri pienamente concordi e, ad una sola voce mi sento domandare: “Dicci cosa dobbiamo fare e noi lo faremo”.
“Bene – intima il Vostro – mettiamo le tre imitazioni d'ominide in postazioni tra loro lontane e non lasciamoli soli durante la pausa!”.
I tre sono perplessi, probabilmente pensano che io mi preoccupi che, inesperti come sono, abbiano bisogno di avere vicino qualcuno che li aiuti durante la gara e che non voglia si sentano soli ma accetti durante quella che Laila si ostina a chiamare 'pausa-pranzo' (ndr. vedi puntata precedente).
Ma tant'è, quello che loro interessa è la vile pecunia; sarebbero certamente disposti a vendere i propri figli per 30 denari, non rendendosi conto che la vita è fatta di ben altro: l'amicizia, la serietà, l'altruismo, una sana lettura, i propri cari, …
Mi ero dimenticato di dirVi, mie Care Lettrici, miei cari Lettori, che uesto fine settimana propone una gara di scooters, nientepopodimenoché ... il mitico Trofeo Malossi, laddove 'mitico' è l'aggettivo che viene aggiunto solo dai fanatici di questa motoretta con telaio strutturato in modo da riparare il conducente, ruote piccole o non troppo grandi, motore coperto(ndr. semplicemente non volevo
Ci sono scooters per tutti i gusti, per tutti i palati, il Trofeo Malossi fa le cose in grande e non manca una categoria: 125, Maxi Scooter, 80, Gp80, Trofeo nazionale Scooter VelocitÃà, Scooter Matic Extreme, SuperScooter, ...
Degli scooter che si inseguono tra loro su una pista, scomodando persino dei commissari mai avrei anche solo immaginato vi fossero gare su pista per motorini e, dopo aver visto la gara di moto storiche posso anche morire felice, certo di aver visto di tutto ... cose che .che Voi umani (ndr. nel seno di 'non commissari') non potreste immaginarVi ... altro che navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione ... raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser....
Tutti quei ... momenti andranno perduti nel tempo ... come … lagrime … nella pioggia, ma quello che ho visto a Busca resterà per sempre!
Orbene, dovete sapere, se già non lo sapete, che lo scooterista è tra i piloti più aggressivi che Vi possa capitare di conoscere.
Hanno la stessa propensione all'omicidio dei piloti di cross, ma guidano … degli scooter.
Insomma, se avessi dovuto anche solo immaginare esistessero gare per motorini, avrei pensato a ragazzini o persone di una certa età con la pancetta che giuocano a fare i ragazzini.
Invece no: il colpo più leale è scalciare il rivale per farlo cadere - possibie tralmente in curva o quando alle spalle sopraggiungono altri concorrenti per far travolgere il malcapitato, ma non mancano i colpi sui caschi con grande clamore di metallo.
Siete lungo una strada provinciale e sentite un batti e ribatti ritmico in lontananza? Statene pur certi: non lontano si sta svolgendo una gara di scooters!
Quando ci riaggregriamo dentro il bar alle tre imitazioni mal riuscite di involuzione del genere umane, non ti trovo spurgo n.1 che spiega a spurgo n.3 quello che gli avevo spiegato il giorno prima spacciandolo (ndr. in questo caso non avrei saputo né potuto trovare verbo migliore) come farina del suo sacco, senza nemmeno non dico versarmi le royalties, ma neppure chiosare con un
tanto rispettoso quanto doveroso “Tutto quello che so lo devo a lui” (ndr. indicando il Vostro).
Poco male, io – Voi dovreste aver imparato a conoscermi – non sono il tipo che se la prende per queste cose; semplicemente vado alla cassa, ordino caffé e cappuccino per tutti i presenti (ndr. una 30ina di persone), ampie scorte d'acqua per i commissari (ndr. esclusi i tre microcefali) e dico che pagherà spurgo n.1!
Con mio ed oserei dire nostro grande stupore durante questa seconda giornata abbiamo rifornimenti adeguati e costanti d'acqua: ghiacciata e rigorosamente gasata … come piace a Bimbo Gigi.
Ma il calore di oggi è veramente insopportabile, lo sarebbe anche per la gloriosa legione straniera: a fine giornata il Vostro si è sgallonato la bellezza di 4.5 litri di H2O … gasata! Ma noi commissari si fa di tutto per resistere, per adempiere la nostra missione: cedere sarebbe un disonore, un'onta!
Il Massimo, per superare nel non peggiore modo possibile l'ardua prova, continua a cospargersi di crema abbronzante, ma, nel primo pomeriggio, anche le ultime scorte finiscono e quando mi giro verso la sua postazione verso le 16.00, mi pare di vedere come una massa gelatinosa che lentamente – ma neppure troppo – si squaglia ingloriosamente ed inerosabilmente come un gelato caduto per terra sotto il solleone (*)
(*) Il termine "solleone" è sinonimo di canicola.
La canìcola rappresenta il periodo di caldo afoso e opprimente delle ore centrali della giornata, caratterizzato da alti valori di temperatura e umidità e assenza di vento.
Il nome deriva dal latino Canicula ("piccolo cane"), ovvero la stella più luminosa (Sirio) della costellazione del Cane Maggiore, che sorge e tramonta con il Sole (levata eliaca) al 24 luglio al 26 agosto (il periodo appunto della "canìcola").
(segue)
NON e` una storia di pura invenzione.
Nel racconto SI FA riferimento a fatti e persone REALI.
Ai due sottoprodotti del genere umano se ne aggiunge un terzo loro amico: ah, però, non ci facciamo mancare proprio nulla!
L'aggregato è una collezione umana di piercing e già m'immagino lo spasso mai dovesse passare attraverso un metal detector.
Se non altro questo ha qualche segno di vita, chè i due il giorno prima si sono rivelati dei campioni di mutismo.
Dopo nemmeno una 20ina di minuti, senza neppure chiedermi se il Vostro sia, in incognito, un agente della D.I.A., un carabiniere dell'antidroga, una agente della Finanza, tira fuori una caccola indurita, diligentemente – nell'ordine – la scalda indi la grattugia con l'unghia lunga e sporca, si rolla il suo bel cannoncino ed inizia il suo viaggetto pieno di risate, risatine e risatone.
Come se non bastasse, di tanto in tanto, allunga il pistolotto al guidatore ed anche lui inizia a ridacchiare faceto e garrulo.
Ecco, vedete, io non sono un moralista, un bacchettone; quello che mi limito ad osservare è che le nuove generazioni, quelle che dovrebbero pagare le nostre quanto mai improbabili pensioni sono spaesate, confuse, ma - soprattutto – maleducate, egoiste ed avare: nemmeno mi hanno offerto un tiro!
Ebbene sì, anch'io mi ritrovo oggi come oggi a pensare che ai miei tempi era tutta un'altra cosa e che le nuove generazioni sono senza speranza.
Come se non bastasse mr. Puntaspilli lancia la brillante idea di 'farsi' qualche bottiglia di birra in
quella che eufemisticamente potremmo definire 'pausa-pranzo' (ndr. l'avverbio 'eufemisticamente' è riferito al pranzo), condita da qualche rollata libera.
Ad ogni buon conto, mi preoccupano nell'ordine: 1. la specie di ominide alla guida arrivato al suo secondo spino; 2. l'auto dei carabinieri che da qualche minuto ci sta seguendo; ed il Vostro riscopre la propria religiosità sopita temendo di finire fuori strada e di passare il resto di quella che per Voi è stata con ogni probabilità una tranquilla domenica al mare (ndr. ma non voglio che Vi sentiate il colpa perché io lavoro) dietro le sbarre in compagnia di qualche sadico-maniaco.
Cerco, abbastanza affannosamente e disperatamente, di ricordarmi qualche preghiera in latino che mi avevano 'imparato a scuola (ndr. ebbene sì, il Vostro ha frequentato una scuola cattolica – l'avreste mai detto - ma a mia discolpa posso dire che dalla mia è uscito almeno un terrorista targato Bi Erre, sic!), sperando che il latinorum abbia più efficacia.
Abbandonata ogni speranza di far riaffiorare un pur vago ricordo (ndr. l'età può avere effetti devastanti), decido di giuocarmi alla disperata l'unico jolly che le Care Lettrici non potrebbero giuocarsi (ndr. a meno che un Caro Lettore non collabori): mi tengo stretti per tutto il resto del tragitto i gioielli di famiglia.
E la cosa sembra funzionare, perché dopo qualche minuto l'auto dei tutori dell'ordine ci supera senza fermarci ed arriviamo persino a destinazione.
Quando raggiungiamo gli altri Bimbo Gigi se ne esce con un irriverente: “Uè, ma stai bene? Sei pallido da paura …!”.
Ad essere sinceri – e quando mai non lo sono con Voi? - la botta finale me l'ha data il fetore di sterco del campo vicino al kartodromo: probabilmente per ripicca a causa del continuo rumore prodotto dalle moto, il contadino concima i propri campi durante tutto l'anno!
Per riprendermi decido di chiudermi una mezz'orata nell'auto dello sgorbio umano per lasciarmi cullare e coccolare dal ben più rassicurante profumo di cioccolata che lì dentro posso respirare.
Come rinfrancato da qualche profonda inalazione, quando esco raggiungo Bimbo Gigi, Fra I, il Massimo e Cecco e pongo loro la seguente quistione: “Solo, ma solo per curiosità, ammettiamo che succeda qualche casino provocato dai commissari di pista tipo irruzione dell'antidroga nel bel mezzo della corsa, big Ale quale nostro duce e condottiero avrebbe problemi?”.
I quattro restano un attimo interdetti, d'altra parte non sono mai stati dei fulmini a ciel sereno, per cui Bimbo Gigi prende la parola e se ne esce con una irrispettosa e recidiva considerazione che pecca di lesa maestà nei riguardi del nostro assente conducator (*) (ndr. vedi puntate precedenti): “Non capisco il senso della tua domanda, … ma, vabbé, nei casini ci va big Ale, mica noi ...”.
Sto per rispondere a cuor di coniglio (ndr. Bimbo Gigi) che quando i grandi parlano i bambini non devono interrompere, ma nessuno degli altri mi viene in soccorso, quindi, a stretto rigore è sono stato solo io a parlare.
Nel racconto SI FA riferimento a fatti e persone REALI.
Beh, miei Cari, vorrei descriverVi come altre volte l’andamento dell’inquietante manifestazione, ma gli spunti offerti sono tanto scarsi che la noja presto prende il sopravvento.Mentre, nelle altre occasioni, la speranza che un pilota potesse cadere offrendo il pretesto di una bella sbandierata (ndr. ricordateVi che il commissario di gara è per sua natura cinico e spietato) oggi si prospettano almeno 8ore8 assolutamente immobili … col freddo che avanza e nere nubi all’orizzonte che, ghignanti, si avvicinano, montando vieppiù il gonfiore tipo majonese impazzita.
C’è chi, non pago di cavalcare dei ferri da stiro tenuti insieme con lo spago, si è pure agghindato a festa, ci sono allegre famigliole che si alternano alla guida dei sidecar, c’è chi, invece e manco a dirlo, perde i pezzi.
Alla fine di ogni sfilata, solerti e spinti dalla cieca volontà di sopravvivere al freddo ed all’umidità, ci prodighiamo per ripulire la pista da viti e bulloni.
Durante la pausa pranzo confrontiamo i trofei raccolti.
Big Ale si esalta per aver trovato un freno, Gianluca fa bella mostra di un pedale, Anna è fiera ed orgogliosa per aver raccolto addirittura una marmitta, Cecco ha raccolto una sciarpa.
Francesco I ha lo sguardo perso nel vuoto, le narici cosparse di polvere bianca ed il sacchetto della calce mezzo vuoto.
Ed il Vostro? Il Vostro, che sino a mezzogiorno è rimasto a mani vuote, proprio all’ultimo momento è riuscito a mettere le mani su una dentiera, suscitando l’ammirazione e l’invidia degli altri commissari. E’, peraltro, ovvio che il Vostro, in segno di assoluta sottomissione al capo-branco, ne ha fatto cadeaux (ndr. vuol dire regalo, omaggi per quanti di Voi non conoscessero lo spagnolo) a big Ale, il quale ha ringraziato con un “Ah, senti … comunque l’avevo vista prima io!”.
Il pranzo offerto dalla casa non delude le aspettative.
Una piadina che ha conosciuto tempi migliori ed una pagnotta stantia che una volta aperta, a fatica, rivela un blocco di mortazza dall’inconfondibile sapore di burro di yak: non ho mai assaggiato il burro di yak, ma sono sicuro che ha lo stesso sapore!
Semmai la nostra attenzione è attirata da un pilota – lo deduciamo dalla tuta che indossa – che gli amici al bancone chiamano ‘il Braciola’ in ragione dell’orecchio destro che sembra essere stato ustionato.
Francesco I, in un attimo di lucida lucidità ipotizza che abbia risposto al telefono mentre stava stirando e nessuno di noi osa contraddirlo considerato il suo evidente stato di agitazione (ndr. il pacchetto di calce è completamente vuoto ed insiste per averne un altro).
Sono quasi le 17 e, come scriverebbe chi sa scrivere, iniziano a calare le prime luci della sera, quando capiamo perché ‘il Braciola’ è chiamato ‘il Braciola’.
Egli è il secondo pilota di un sidecar, quello – tanto per intenderci – che non guida, ma se ne sta al fianco del guidatore ed il cui compito è impedire che il mezzo ribalti. Per fare ciò egli, con giravolte degne della più raffinata arte circense, saltella ora da un parte, ora dall’altra, sino ad allungarsi completamente sull’asfalto ed a raschiare la pista con l’orecchio, il sinistro per la precisione. Piroette che egli esegue rigorosamente senza casco ... "perché il casco è da femmine", sostiene!
E l’odore che si spande per l’aria non è quella del carburante, ma odore di pelle di pollo bruciata: massimo rispetto ed ammirazione per ‘il Braciola’!
La giornata volge lentamente, inesorabilmente ed inevitabilmente al termine.
Alle 19 la pista è completamente avvolta dal buio e solo qualche temerario non diserta l’occasione di fare un ultimo giro di pista; peccato che, per risparmiare sulla bolletta, la Laila si sia arcignamente rifiutata di accendere i riflettori.
Per fortuna, alle 19.30 lo sciò è finito e troviamo rifugio nel bar, dove ritiriamo i nostri 50euro50 cadauno, cadadue, … cadaotto.
Il Gianluca si azzarda a chiedere quanto costa una lattina di ‘oca’ola, ma quando gli viene detto il prezzo (ndr. 3euro3) se la cava con un magnifico “Nonnò, era tanto per sapere se avete delle ‘oca’ole, … magari la prossima volta … così evito di portarmele da casa …” e mesto, raggiunge big Ale, Anna ed il Vostro in auto.
Mentre ci allontaniamo dal circuito, vediamo una coppia di fari che si allungano sulla pista tracciandone il percorso: è il direttore di gara che si concede il lusso di un ultimo giro ... è il suo giorno di gloria, domani tornerà a fare l'impiegato all'ufficio postale dove lo attendono 5 anni alla pensione!
Il rientro è fiacco come è giusto che sia dopo una giornata di lavoro e solo il mio rispetto per Voi lettori m'impedisce di farVi pesare che mentre noi si stava al freddo ed all'umido, Voi ve ne stavate al calduccio, ma tant'è ...
Mentre vedo scorrere via le luci lungo la strada, sento il rancico sapore del burro di yak che ancora mi si scioglie in bocca: a volte è una fortuna non avere una ragazza ... a meno che non sia nepalese o tibetana, ... ovviamente!

I firmatari erano alcuni senatori che proponevano l'abolizione dell'obbligo di arresto in flagranza nei casi di violenza sessuale nei confronti di minori, se - appunto - di "minore entità".
La gabbia che si vuole costruire intorno all’attività di informazione vedrebbe infittirsi le sue maglie se con la "legge bavaglio" si rendesse possibile sanzionare un blogger per non avere tempestivamente pubblicato una rettifica.
Aggiungere a questo limite la bardatura della rettifica significa privare l’informazione in rete del suo maggior pregio, che è l’agilità e la possibilità si essere diffusa senza necessità di strutture organizzative onerose, come quelle che sarebbero necessarie al vaglio e alla tempestiva pubblicazione delle rettifiche.
Da parte mia, riflettendoci, inizio a pensare che questa legge sia cosa buona e giusta: io sono per il ripristino del confino!
"Cos'è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità di esecuzione!"
Ed, allora, è logico che il leader maximo si senta sfiduciato, scoraggiato, deluso e dichiari:
Inchiesta G8: Bertolaso, mai case estero
Già, il buon Guido Bertolaso: lo avevamo lasciato come l'eroe de L'Aquila, l'integerrimo servitore della Patria, addirittura il salvatore della Patria e l'unico, vero tutore delll'ambiente.
Inchiesta G8: Bertolaso, accuse cadranno
Siamo sinceri e diamo a Silvio quel che è di Silvio: Lui si è prodigato per fare del bene a tutti e proprio quei tutti come lo ripagano? Facendo casino, impedendogli di governare come vorrebbe!

Inchiesta G8: fascicolo Roma, 7 indagati
LE INTERCETTAZIONI
Il 23 settembre altra conversazione intercettata tra i due.
ROSSETTI:...senti quante situazioni devo creare?...una...due
«UNA RIPASSATA CON FRANCESCA»
La frase è contenuta nelle intercettazioni: è la preoccupazione che Fabio De Santis - uno degli arrestati nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per il G8 - esprime in una conversazione telefonica intercettata. Sta parlando con una funzionaria del ministero delle Infrastrutture che fa parte della Struttura di missione che coordina i lavori alla Maddalena quando questa lo informa che nei lavori affidati alla ditta Anemone per la costruzione del "Main Conference", è prevista una maggiorazione. Ed è in questo contesto che, sostiene il Gip nell’ordinanza, che viene organizzata dagli arrestati una «festa megagalattica» per Bertolaso. «De Santis - scrive il Gip Rosario Lupo - è preoccupato per la reazione che può avere Bertolaso se gli prospetta l’esigenza di dover incrementare la spesa complessiva di cento milioni di euro». Ecco cosa dice De Santis alla funzionaria del ministero: «Bisogna che facciamo una riunioncina a Roma con Mauro e con tutti quanti perchè bisogna...eh, perchè bisogna prospettarla...a Bertolaso perchè senno ci si i... quello ... cioè gli mandiamo un conto che sarà di 100 milioni di euro in più... eh... (ride)...cioè mi fa i
peli...». Alla funzionaria del ministero, «De Santis - scrive ancora il Gip - confida che già a Bertolaso ha fatto presente l’esigenza di un notevole incremento di spesa per la ristrutturazione dell’ospedale che deve essere trasformato in albergo». Ecco cosa dice l’ingegnere che per 5 mesi è stato soggetto attuatore dei lavori alla Maddalena: «C...!..tutto quello che fa lui è tutto eccezionale...tutte le cose che fa lui..(ride)...anche perchè dire, voglio dire...ieri sono andato da Bertolaso a presentare il progetto dell’ospedale a mare...quello lì visitato... praticamente gli ho detto che ci vogliono altri cento milioni di euro in più...mo gli dico altri 100 qua...e lui mi dice...’ma vattene a fare in c...!!...(ride)»
Con la dichiarazione di "qualcosa di poco chiaro e di allarmante in questa nuova ondata di inchieste a carico di esponenti del nostro movimento politico" qualche malpensante potrebbe pensare che voglia mettere le mani avanti.Ed infatti …
Anche il Ministro Sandro Bondi risulterebbe coinvolto nelle inchieste di questi giorni su appalti e grandi opere. Secondo un’informativa dei carabinieri del Ros, contenuta negli atti relativi al giudizio di Angelo Balducci, Fabio de Santis, Francesco De Vito Piscicelli e dell’avvocato Guido Cerreti, la promozione di Riccardo Miccichè a direttore dei lavori di restauro dei Grandi Uffizi, per un valore di 29 milioni e mezzo di euro, sarebbe avvenuta con il benestare del Ministro dei Beni Culturali.
Micchichè (ndr. attenzione, questo è Riccardo, non Gianfranco, il sottosegretario di Dtato alla Presidenza del Consiglio, ma di lui tracceremo un breve ritratto a piè del post, cui si rinvia) 36 anni, già rappresentante della struttura ‘Grandi eventi’ al G8 della Maddalena, risulta essere ingegnere, ma in base alle carte depositate, avrebbe un curriculum in cui compaiono le attivita ’di parrucchiere e di unico componente del consiglio di amministrazione di una societa’ , la Erbe medicinali Sicilia, ’specializzata nella preparazione di terreni per la coltivazione delle erbe’.
Micciche’ nel dicembre 2009 venne nominato da Bondi direttore dei lavori per il restauro degli Uffizi!
Fabio de Santis, provveditore della Toscana al momento in carcere, avrebbe espresso le sue perplessità su Miccichè al telefono con Enrico Bentivoglio, ‘responsabile unico per il procedimento’ degli Uffizi. Secondo una intercettazione, i cui contenuti sono riportati su Corriere e Repubblica, De Santis risulterebbe incredulo in merito alla nomina di Miccichè mentre Bentivoglio avrebbe risposto: ‘Ma ti rendi conto? Quando siamo andati che ci stava pure Bondi, abbiamo fatto la riunione l’altro giorno e siamo tornati in treno.. c’era pure Salvo (Nastasi, ndr) allora stavamo un attimo da soli e ho fatto: Salvo ma siamo sicuri di coso qua, del siciliano?”.
I carabinieri che ascoltano le telefonate dispongono nuove verifiche dalle quali risulta che: ‘Effettivamente Micciche’ non appare essere munito di una particolare esperienza per condurre la direzione dei lavori degli Uffizi’. I carabinieri sottolineano che il fratello di Miccichè, Fabrizio, è responsabile tecnico della ditta Giusylenia srl, impresa ’sotto il controllo di esponenti della Cosa nostra agrigentina’. Da qui la necessità di nuovi approfondimenti.
Il Ministro Sandro Bondi ha dichiarato oggi di non avere nulla a che fare con ‘faccendieri’ e, in replica alle notizie apparse oggi sul Corriere della sera e su Repubblica, ha dichiarato: ‘Oggi alcuni quotidiani danno il meglio di se’ “nell’esercizio di lordare anche la mia onesta”, ha detto Bondi, ‘Avro’ il tempo per medicare le ferite alla mia onorabilita’ che, attraverso alcuni articoli, mi sono state inferte. Nel frattempo, desidero rivendicare il merito di aver proceduto al commissariamento dell’area archeologica di Pompei, dei Fori Romani, di Brera e degli Uffizi.
Per quanto riguarda il Museo degli Uffizi’, conclude il ministro ‘appena ho avuto conoscenza delle indagini della magistratura, ho revocato immediatamente il commissariamento per agevolare il lavoro della magistratura stessa, proprio perche’ non ho nulla a che fare con faccende e faccendieri di cui si parla ‘.
Forse sconvolto da quanto gli sta succedendo intorno, il 21 maggio Sandrone dichiara «Il nostro matrimonio avverrà nell' autunno del 2012. Ci piacerebbe che Silvio Berlusconi fosse il testimone di nozze»: l' annuncio lo danno a Panorama Sandro Bondi, 51 anni, e la deputata del Pdl Manuela Repetti, 43 (nella foto). Il ministro della Cultura e la compagna si tolgono qualche sassolino. «La mia persona attira curiosità morbose - dice Bondi -. Non si può ammettere che esista qualcuno veramente puro. Nel giornalismo e nella politica c' è molto cinismo». «Se stiamo sempre insieme non è ostentazione, ma un fatto normale: ma questo desta continui sospetti e invidie», aggiunge la futura sposa (Corriere della Sera, 21 maggio 2010, pag.14
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NOTA

Avevo promesso dei ragguagli sull'attuale Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ed ogni promessa è debito!
L'11 gennaio 1988 Micciché (ndr. stiamo parlando di Gianfranco, non del parrucchiere) , che all'epoca lavorava presso Publitalia, venne interrogato nell'ambito di un'inchiesta sul traffico di droga a Palermo, in quanto sospettato di essere uno spacciatore. Miccichè rispose: "Non sono uno spacciatore ma solo un assuntore di cocaina". Non comportando il fatto reato, la posizione venne archiviata mentre gli spacciatori vennero arrestati il successivo 14 aprile (“Droga al ministero, Martello 'Mai cocaina a Miccichè' “, La Repubblica, 02-09-2002 ).
L'8 agosto 2002 venne invece diramata un'informativa dei Carabinieri che sostanzialmente accusava Gianfranco Micciché di farsi recapitare periodicamente della cocaina presso gli uffici del ministero delle Finanze, in cui all'epoca ricopriva il ruolo di vice ministro. L'informativa fu emessa in seguito ad indagini testimonianti, anche tramite supporti audiovisivi, le "visite" che il presunto corriere Alessandro Martello faceva indisturbato presso il ministero, pur non essendo un soggetto accreditato ad entrarvi. Anche le intercettazioni confermerebbero la versione degli organi di polizia. Dal canto suo, Miccichè ha smentito categoricamente, avanzando a sua volta l'ipotesi di un servizio d'ordine deviato (“Droga. Carabinieri: 'la cocaina era per Miccichè'. Viceministro: qualche 'deviato' tra forze di polizia”, RaiNews24, 09-08-2002 ).
| « Falcone-Borsellino, che immagine negativa trasmettiamo subito col nome dell'aeroporto » | |
| (Gianfranco Micciché, alla vista della targa commemorativa (11 ottobre 2007)(http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/micciche/micciche/micciche.html ). |
Nell'ottobre 2007 ha affermato che l'intitolazione dell'aeroporto di Palermo a Falcone e Borsellino trasmette a chiunque arrivi per la prima volta nell'isola un'immagine negativa della Sicilia. Dopo le proteste provocate dalle sue tesi, Miccichè si è scusato e ha ritirato la frase, placando solo in parte le polemiche. Gustoso rimane l'aneddoto secondo il quale Miccichè, nello spiegare certe dinamiche politiche peculiari della Sicilia, ricorre al paragone tra Kafka e Luigi Pirandello, attribuendo al primo una nascita viennese (è noto che l'autore di Il castello, Il processo e America nacque a Praga) (Concita De Gregorio, “Miccichè e la gaffe su Falcone 'Triste un aeroporto col suo nome' “, La repubblica, 11-10-2007 ).
Ci risiamo, prima tante polemiche sul terremoto in Abruzzo, le new towns, le macerie che non vengono portate via dal centro, la mancata ricostruzione, le tasse che l'INPS pretende vengano pagate - con tanto di arretrati - dagli aquilani.Poi, il silenzio. Di terremoto non si parla più; neppure la cd. sinistra ne parla.
Scherzo del destino beffardo ed infingardo vuole che lsiano e solite toghe rosse a parlare di nuovo del terremoto: comunisti bastardi!
Verdini indagato
La conferma dalla Procura dell'Aquila
10 giugno, 14:37
(ANSA) - L'AQUILA, 10 GIU - La Procura dell'Aquila conferma il coinvolgimento del coordinatore nazionale Pdl,Denis Verdini negli appalti per la ricostruzione.
Il procuratore della Repubblica dell'Aquila, Alfredo Rossini, rispondendo alle domande dei giornalisti, pur non pronunciando mai il nome, ha confermato il coinvolgimento di Verdini, non aggiungendo altro sulle indagini e sui capi di imputazioni e limitandosi a dire che sono in corso e che non e' escluso che possano coinvolgere l'imprenditoria locale.
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Verdini, ci risiamo, sembra una storia già sentita (ndr. vedi Scajola, post 133 und 134) e la conclusione è ancora una volta la stessa: un astro nascente che si spegne, un Icaro dalle ali di cera bruciate perché si è avvicinato troppo al sole (ndr. piaciuta la metafora?).
Denis Verdini, Forzista della prima ora (“L'uomo che guidò la fusione con AN”, La Stampa, 16-02-2010, p. 4 ), si candida alle consultazioni regionali del 23 aprile 1995 nella lista Forza Italia-Polo Popolari ed è eletto nella circoscrizione provinciale di Firenze, con 2.856 voti di preferenza.
È stato vicepresidente del Consiglio regionale (ibidem), membro della commissione Attività produttive e della commissione di Vigilanza.
Alle consultazioni regionali del 16 aprile 2000 si presenta nella lista Forza Italia ed è eletto nella circoscrizione provinciale di Firenze, con 7.166 voti di preferenza. È stato vicepresidente del Consiglio regionale, membro della commissione Affari istituzionali e della commissione speciale Statuto.
Nel 2001 Verdini viene eletto in Parlamento alla Camera dei Deputati nelle file di Forza Italia (ibidem).
Si dimette da consigliere regionale; al suo posto subentra, il 4 luglio 2001, Paolo Marcheschi.
Alle consultazioni elettorali del 3-4 aprile 2005 è eletto nella circoscrizione di Firenze per la lista di Forza Italia, poi ha rassegnato le dimissioni da consigliere regionale per incompatibilità con la carica di parlamentare: è stato surrogato da Angelo Pollina nella prima seduta consiliare il 5 maggio (ndr: lo stesso Pollina che, escluso per 'scelta di partito' dalle Regionali del 2010, scriverà una lettera al Silvio nazionale ritenendo tale scelta «inaccettabile e profondamente offensiva, nel metodo e nel merito, la definizione delle liste del Pdl per le elezioni regionali di marzo»).
Ma tant'è! Torniamo al Verdini ...
Alle elezioni politiche del 9-10 aprile 2006 è stato riconfermato deputato della Repubblica al Parlamento Italiano per la XV Legislatura (ibidem).
Dopo le elezioni politiche del 2008 è nominato Coordinatore Nazionale di Forza Italia. Gestisce la fusione del suo partito con Alleanza Nazionale (ibidem).
Nel 2009 dopo la nascita del Popolo delle Libertà, è stato creato l'ufficio di Coordinatore Nazionale, che è ricoperto da tre persone: Verdini ne fa parte, insieme con Sandro Bondi e Ignazio La Russa.
È titolare del 15% delle azioni della società editrice del quotidiano Il Foglio (ibidem).
Nel 1997 Verdini aiutò Giuliano Ferrara, direttore del quotidiano, nella campagna elettorale per il seggio del Mugello, in cui, vigente il sistema maggioritario, Ferrara sfidò (perdendo) Antonio Di Pietro (ibidem).
Nel febbraio 2010 è stato indagato dalla Procura di Firenze per il reato di concorso in corruzione, riguardo ad alcune irregolarità a lui imputabili su alcuni appalti a Firenze e a La Maddalena, sede in cui si sarebbe dovuto tenere il G8 (poi spostato a L'Aquila) (“G8, l'inchiesta si allarga. Indagato pure Denis Verdini”, Il Secolo XIX, 16-02-2010 ). Il gip si riserva la decisione di ricorrere ad eventuale rinvio a giudizio.
Nel maggio 2010 è indagato dalla Procura di Roma in un'inchiesta su un presunto comitato d'affari, la cosiddetta "cricca", che avrebbe gestito degli appalti pubblici in maniera illecita (“Appalti, anche Verdini indagato per corruzione 'Irregolarità nei progetti eolici in Sardegna, La Repubblica , 05-05-2010 ).
Insomma, Denis Verdini è indagato dalla procura di Roma per corruzione nell'ambito dell'inchiesta riguardante un presunto comitato d'affari che si sarebbe occupato, in maniera illecita, di appalti pubblici, in particolare i progetti sull'eolico in Sardegna. Ieri, a Firenze, è stato perquisito il Credito Cooperativo Fiorentino, istituto bancario presieduto da Verdini.
Gli investigatori erano alla ricerca del passaggio di un certo numero di assegni dei quali intendono accertare la provenienza e la destinazione. In procura c'è un grande riserbo sulla natura delle indagini in corso.
Verdini, intanto, si difende: "Sono estraneo alle accuse, non mi dimetto, non fa parte della mia mentalità e non ho nessuna necessità di farlo. Anemone? Non lo conosco. Complotto? Qualche sospetto viene".
Gli accertamenti su quello che si ritiene essere stato un giro di appoggi e di promesse per favorire alcuni imprenditori sono stati avviati nel 2008 nel quadro di un'altra indagine avviata dalla Direzione distrettuale antimafia.
Oltre a Verdini sono indagati, tutti per concorso in corruzione, anche l'uomo d'affari Flavio Carboni, il costruttore Arcangelo Martino, il consigliere provinciale di Iglesias Pinello Cossu, il direttore generale dell'Arpa della Sardegna Ignazio Farris, e un magistrato tributario, Pasquale Lombardi.
Si aprirà intanto il 15 giugno il processo per l'appalto della scuola marescialli dei carabinieri a Firenze, filone toscano dell'inchiesta sui grandi eventi. Lo ha stabilito il gip Rosario Lupo, accogliendo la richiesta di giudizio immediato avanzata dai pm fiorentini per Angelo Balducci, Fabio De Sanctis, Guido Cerruti e Francesco Maria De Vito Piscicelli. Il gip ha invece rigettato le richieste di arresti domiciliari presentate dalle difese di Balducci e De Sanctis.
Il gip ha spiegato che la richiesta avanzata dalla procura di Firenze era "insindacabile" perché presenti i tre elementi che rendono automatico il giudizio immediato: evidenza della prova, esistenza di uno stato cautelare e il fatto che i termini per presentare istanza al tribunale del riesame fossero interamente decorsi.
A questo punto gli atti entreranno nella disponibilità degli avvocati difensori degli indagati, che avranno quindici giorni di tempo per chiedere eventuali riti alternativi. Le posizioni di Denis Verdini e Riccardo Fusi, ex presidente della società di costruzioni Btp, sono state stralciate.
In conseguenza del giudizio immediato, slittano i termini delle custodie cautelari disposte nei confronti di Balducci, De Sanctis, De Vito Piscicelli e Cerruti, quest'ultimi due agli arresti domiciliari. Balducci e De Sanctis sarebbero dovuti uscire dal carcere domenica prossima, 9 maggio, data di scadenza dell'ordinanza di custodia cautelare per l'inchiesta sui grandi eventi eseguita il 10 febbraio scorso. Cerruti e Piscicelli sono ai domiciliari rispettivamente dallo scorso 4 marzo e dagli inizi di maggio.
Nel frattempo dal Pdl arriva il sospetto di "qualcosa di poco chiaro e di allarmante in questa nuova ondata di inchieste a carico di esponenti del nostro movimento politico" dice il coordinatore Bondi.