lunedì 19 aprile 2010

105. Ci sono qui io ... per Voi! (parte 1)



Lo confesso, speravo che mr B. mi desse tregua, che quaranta puntate fossero sufficienti, invece, ... mi sono lasciato sopraffare.

L'uomo è coriaceo, non molla, non mi dà tregua!

E', forse bene precisare che le due parti del blog (la prima dedicata alle dis-avventure del Vostro alla ricerca di un lavoro; la seconda consacrata alla saga di mr B.) hanno un filo conduttore, rispondono alla domanda che da sempre attanaglia una 'Storia' degna di questo nome: “Riuscirà il nostro eroe … ?” (parte prima), contestualizzandola (parte 2).

Insomma, credo che per capire come un giovane, simpatico, pimpante, quasi brillante 40enne (poche facce interrogative: sono io, cioè, il Vostro!) possa – nonostante tanto impegno – non trovare un lavoro decente trovi una qualche giustificazione anche (non necessariamente 'solo') nel contesto socio-economico del nostro BelPaese, terra di poeti e naviganti e giocatori del Lotto.

Nel breve periodo che separa l'ultima puntata del blog dedicata alla saga sino ad oggi sono successe alcune cose degne di menzione, prima fra tutte le elezioni regionali.

Cercherò di recuperare il tempo perduto procedendo a spron battuto, per cui, per qualche tempo, verrà editata almeno una puntata al giorno!

Avviso per i lettori: le prossime puntate prendono spunto da una serie di imeil con le quali 'deliziavo', di tanto in tanto, alcune lettrici /-ori, non resistendo alla tentazione di 'sbottare' quasi quotidianamente sulle varie notizie che si susseguivano.

E già, perché io credo che le notizia, in realtà, ci siano, solo che il più delle volte non passano, vengono filtrate, talvolta addirittura bloccate. Perché è vero che si fa un gran parlare della libertà di stampa, ma è altrettanto vero che, onestamente: chi, oggi, legge i giornali?

La vera 'notizia' è quella che arriva in televisione e, per contrario, quello che non arriva in televisione non è 'notizia'. Il gioco, poi, può complicarsi, meglio, perfezionarsi: si possono dare persino notizie inesistenti passandole per … vere!

Non mi credete? Vi siete già dimenticati tale Boffo?

Il tutto diventa più facile se qualcuno, un qualcuno a caso, controlla direttamente 3 televisioni, indirettamente altre 3 delle quali arriva a nominare i direttori del telegiornale e chiede la chiusura di programmi non graditi.

Insomma, dicevo, le notizie ci sono: bisogna sapere dove cercarle ed avere il tempo per cercarle.

Ma, talvolta, per intendere meglio le notizie è interessante, opportuno leggerle alla luce di quanto succede 'di contorno', contestualizzandole, per esempio, nel quadro economico.

Lo so, lo so che Voi avete 1.000 cose da fare: il lavoro, i figli, gli amici, le partite di calcio/calcetto,/tennis/pallacorda, amanti.

Ma ci sono qui io per Voi!

Andiamo a cominciare con 4 notizie veloci, veloci…


11 febbraio 2010


1. Bertolaso indagato per corruzione e coinvolto in giro di escort. Berlusconi: "è uno di noi!" (ndr. dovesse passare il "legittimo impedimento - non si vede perché non debba - i ministri non potrebbero essere processati, per l.i., appunto: domanda: se Bertolaso dovesse diventare ministro come auspicato in tempi non sospetti da B., che succederebbe?")

2. Berlusconi: "bene fermare i pollai!".. Basta alla par condicio elettorale! Bloccati Ballarò, Annozero e ... Porta a Porta. Berlusconi 2 - opposizione 1

3. Il governo conferma i tagli all'editoria (tra gli altri il manifesto, liberazione, l'unità, ...), ma per Mondadori si trovano 30 milioni

4. Domanda: è possibile il condono prima del reato? Sì ... è possibile! Passa al senato la proposta della lega per 'sanare' con 1.000 euro violazioni in occasione dell'affissione dei cartelloni elettorali: VOTO BIPARTISAN


ed intanto …


Bankitalia annuncia - 4% reddito delle famiglie italiane nel 2009; sale al 27.8% il numero delle famiglie indebitate; GM Opel tagli di 8.300 posti in europa (per non parlare di Eutelia, Fiat, ...); l'istat dichiara 8.5% disoccupati a dicembre 2008 (il governo gongola perché i dati sono migliori che nel resto d'europa, peccato che negli altri paesi i disoccupati abbiano motivo/interesse ad iscriversi nelle liste di disoccupazione - vedi alla voce 'sussidio' e 'collocamento' ... in Italia no)

(fonte: http://it.notizie.yahoo.com/53/20100216/tit-l-impressionante-frana-di-maierato-l-63bad65.html)



Ma si sa, quante volte ancora Berlsuconi deve ripeterlo? Non c'è crisi, ci sono solo dei disfattisti nemici dell'Italia. Perché non fare come Lui, al quale non manca mai il buon umore, la battuta pronta?


12 febbraio 2010

Firmato accordo di partenariato. «sto invecchiando, sono lento a scrivere»

Berlusconi accoglie Berisha:
«Dall'Albania solo belle ragazze»

A Palazzo Chigi il premier scherza sugli sbarchi

ROMA - A Palazzo Chigi si firma l'accordo di partenariato strategico tra Italia e Albania e tra i premier Berlusconi e Berisha è evidente il clima di cordialità e confidenza.

Berisha, parlando in italiano («Lo conosce perfettamente, dalla televisione», commenta Berlusconi), sottolinea l'impennata del numero di imprenditori albanesi nel nostro Paese.


Il premier di Tirana insiste per il progresso delle procedure di avvicinamento all'Ue e ricorda lo stop all'immigrazione clandestina verso le coste italiane: «Non vogliamo più morti albanesi nel canale di Otranto o flussi criminali verso l'Italia». Ma commette un piccolo errore, parlando di «moratorio». Berlusconi lo corregge: «Sarebbe "moratoria", in italiano è femminile, ma Berisha è maschio...». Subito dopo il premier si concede una battuta sullo stop agli sbarchi: «Faremo un'eccezione per chi porta belle ragazze». Alla fine dell'incontro con la stampa, posando per i fotografi insieme a Berisha con qualche giornalista della tv albanese, Berlusconi si concede ai flash con una nuova gag: «Si sa che sono single...».


Al momento delle firme degli accordi tra i due Paesi, Berlusconi ha fatto dell'ironia anche sulla sua età: «Non so se riesco a firmare. Sono andato a dormire alle cinque e mezza. Ho dovuto scrivere gli appunti programmatici per i nostri candidati alle Regionali, avevo promesso che li avrei consegnati oggi alle 10. Si vede che sto invecchiando, sono diventato lento a scrivere. Ma ancora rispetto gli impegni». Berisha ne ha approfittato per fargli un complimento: «Molti giovani amerebbero avere questa energia»


(Corriere della Sera)

venerdì 16 aprile 2010

104. Qui, una volta, era tutta campagna ... (parte 4/4)


Oramai il freddo si è fatto pungente e la sera più che scura è decisamente buia.

Alla fermata del 28 una signora che potrebbe avere 50 anni come 60. Pur avendomi visto arrivare, mi domanda se è molto che aspetto il bus!

Sono appena appena perplesso: in fondo lei era già lì quando io sono arrivato, ma non ho voglia di farle notare l'assurdità della domanda e rilancio un "Che vuole che le dica, il 28 passa quando vuole ...".

Ma sono stato imprudente, infatti, abboccato che ho all'amo, la 50-60 mi incalza "Certo che qui una volta era tutta campagna".

E come darle torto? Effettivamente fino ad una quarantina di anni fa poco ci mancava che qui pascolassero le pecore: lo so perché ho sempre abitato in questo quartiere, pardon, in questa borgata.

Ma poi, negli anni '70, il cemento è avanzato inesorabile; e sì: il mattone è sempre un buon investimento!

Abbozzo, ma è troppo tardi perché lei m'incalza: "Una volta qui si poteva uscire tranquilli alla sera, una volta si poteva lasciare la porta aperta, ... adesso, ... invece ...".

"Ed il tempo? Che mi dice del tempo?" mi domanda.

Che vuole che le dica del tempo? Nemmeno guardo le previsioni del tempo! Prendo il tempo così come viene: 'chi ha tempo, non aspetti tempo' è il mio motto!

Ma la domanda è solo un pretesto, un vago intercalare; infatti, senza aspettare una mia risposta riattacca: "Che tempo balordo! Non ci sono piu' le mezze stagioni!".

Non mi crederete, ma questa me la sarei aspettata, quasi mi mancava, peccato non l'abbia detta io.

"E’ tutta colpa del buco dell'ozono ! Appena smette il vento, comincia a piovere. Oramai le pioggie sono tutte acide: anche le nevicate di adesso non sono come quelle di una volta ... e poi ... con tutte quell bombe atomiche che i russi hanno buttato negli anni '50 ...".

La 50-60enne mi guarda e questa volta aspetta una mia risposta ed allora azzardando oso: "Bah, due gocce fanno bene alla campagna".

Mi guarda perplessa ed io cerco di rimediare: "Non fa molto freddo, certo è umido!".

Ma lei non si cura delle mie ridicole risposte e riprende come se nulla fosse: "Il brutto tempo mi mette di cattivo umore. Con 'sto tempo non si sa più come vestirsi: al primo temporale dopo Ferragosto finisce l'estate; ormai si passa direttamente dalle mezze maniche al cappotto".


"E dell'ora legale? Che mi dice dell'ora legale?"

Ma cosa vuole che le dica dell'ora legale? Ancora non ho capito se mettendo un'ora avanti l'orologio le giornate si allungano o si accorciano: "Non saprei: non capisco perchè tengano l'ora legale tutto l'anno".

Di fatto sembra (ma la sensazione è quasi una certezza) che le mie risposte non abbiano una grande importanza, perché lei riprende come se nulla fosse: "In Tv hanno detto che la prossima estate sarà caldissima ... una delle più calde di questo secolo, forse la più calda!".
Mi scappa un "Ah, però ...!".

Ma la 50-60enne è prodiga di suggerimenti (curioso come oggi siano tutti nei miei confronti tanto prodighi di consigli e suggerimenti non richiesti): "Quando fa caldo l'importante è bere molto; d'estate, quando si ha sete, l'acqua è l'unico rimedio; d’estate, se si ha sete si deve bere, stare calmi all'ombra ed indossare cotone e lino; d'estate nelle case antiche si sta più freschi; d'estate, come si allungano le giornate; d'estate non è tanto il caldo, quanto l'umidità; speriamo che la prossima estate non cada in un anno bisestile, perché gli anni bisestili portano male; ...".

Lo confesso, inizio ad essere appena un po' preoccupato, ma ecco che, alla curva si staglia la rassicurante ed elegante figura del 28!

Salvo!

Il 28 è insolitamente affollato: come nelle gite scolastiche, nella parte davanti si sono raggruppati gli anziani, mentre in fondo si sono abbivaccati degli adolescenti a fare caciara.

Data la mia oramai non più veneranda età mi risolvo per accomodarmi nella parte anteriore della 'carlinga' tra il sommesso borbottare dei bianco criniti.

Subito mi accoglie un "Non c'e' piu' rispetto per gli anziani!".

Temo possano avercela con me, ma subito mi assolvo un po' per la canizie incipiente, un po' perchè ancora non ho neppure avuto il tempo per mancare di rispetto ad alcuno.

Un elegante signore dalla bianca barba, troppo magro per essere un sosia di Babbo Natale salmodia "I giovani d'oggi vogliono tutto subito" e quindi, rivolto ai giovinastri, li ammonisce con voce ferma "Siete voi giovani che dovete cambiare il mondo!".

L'invocazione viene accolta da sonore risate e pesanti motteggi, e così l'appello cade nel vuoto: è proprio vero che gli adolescenti non sono né carne né pesce.

Un altro signore, segaligno, col basco calato sugli occhi, cerca di spiegare "Sono i tempi che sono cambiati, non i giovani".

Ma ecco che viene interrotto da una signora impellicciata di lapin, dal trucco pesante che se resta in piedi senza crollare è per merito della Sovrintendenza delle Belle Arti, che parte con un filippica degna di ben altri pretesti: "In discoteca i giovani si stordiscono con la musica, gli alcolici e la droga: i centri sociali sono pieni di drogati e spacciatori! ".

E quindi, senza riprendere fiato (è di tutta evidenza che la signora non fuma) "I giovani d'oggi non conoscono il valore dei soldi! I giovani d'oggi non conoscono la fame! I giovani d'oggi sono degli irresponsabili! I giovani d'oggi sono tutti drogati: Lo spinello porta inevitabilmente all'eroina! I giovani d'oggi sono tutti drogati e comunisti!".

A questo punto, arrivata al termine della sua personalissima requisitoria, la signora s'accascia sul sedile a lei più vicino e quello che immagino essere il marito, un signorotto praticamente insignificante (com'è giusto che sia al fianco di cotanta donna) le si avvicina premuroso chiedendole se si senta: "Ma come vuoi che abbia? Sono le scarpe ... sono strette!".
Ed ecco che il gentile ed ossequioso principe consorte si premura di massaggiarle le caviglie, cercando di farle superare il dramma della caviglia gonfia.

Una signora alle loro spalle spiega: "L'importante è che le scarpe siano comode, non solo belle: il piede deve respirare!".

Per tutta risposta i giovinastri attaccano un i-pod a palla e, per quanto la musica esca solo dalle cuffiette, si sente un fastidioso rumore simile ad un paio di uova che friggono al tegamino: dove andremo a finire?

Ma l'intollerabile provocazione è veramente troppo per il gruppo-anziani ed ecco levarsi un coro di proteste: "La musica heavy metal (o qualsiasi altro genere che non sia la musica classia) e' rumore e basta" tuona uno, cui fa seguito un "Le canzoni si assomigliano tutte: la musica di una volta era musica!" e conclude il musicofilo che mai può mancare in un gruppo di anziani che voglia seriamente definirsi tale "Il disco in vinile ha un suono più caldo!".

Non mi riconosco nei giovani d'oggi, ma inizio ad essere preoccupato di invecchiare e mi consolo "L'importante è essere giovani dentro!".

Per fortuna (mia) il viaggio non dura che 4fermate4.


In un niente sono di fronte all'ascensore dove chi ti ritrovo? La signora del 6° piano!

Tiro un profondo respiro, considero che 8piani8 da fare a piedi, alla mia età, sono troppi ma di fronte alle solite riflessioni che anche oggi mi sciorina "Se ti dai da fare il lavoro si trova", "Se hai le qualità prima o poi emergi", non le lascio il tempo di portare a termine il terzo "Se ..." che, scusandomi mi congedo e, ad ampie falcate, inizio a scalare le rampe di scale.

A dire il vero arrivo al secondo piano dove, nell`ordine 1. riprendo fiato, 2. aspetto che lei arrivi al 6° piano e 3. richiamo l'ascensore per 4. arrivare a casa dolce casa.

Penso di godermi, alla fine di questa giornata uguale a tante altre, un po' di meritato riposo, quand'ecco che squilla il telefono: il Maurizio!

Avrei voglia di scusarmi e di confessare che sono un po' stanco - appena un po' -, ma un po' per il piacere della compagnia, un po' per amicizia, abbozzo e mi accomodo in poltrona. In fondo è bene coltivare le amicizie ed i veri amici sono quelli dell'infanzia!

Ancora una volta, tanto per cambiare, è alle prese con le sue pene di cuore.

Mi confessa che ha rimediato un nuovo appuntamento in chat e mi sento in dovere di chiedergli com'é la fanciulla, se sia carina.


Il Maurizio mi interrompe subito, dicendo che, conoscendo i miei gusti, non sarebbe il mio tipo: "Non è bella, ma è simpatica e, poi, le ragazze grasse sono le più simpatiche ... le ragazze simpatiche non devono per forza essere anche belle ..blablabla".

"Che vuol dire, Maurizio? Ognuno ha i suoi gusti e, dopo tutto, non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace ... A volte la cosa più bella di una ragazza è lo sguardo: come ha gli occhi? Lo sai: gli occhi sono lo specchio dell'anima!".


"Beh - isento che il Maurizio cerca le parole - come dire? E' un po' strabica ...".

"E che vuol dire, o Maurizio? Ricordati che anche Venere era famosa per il suo delizioso strabismo ...".

"Ecco - ribatte farfugliando -, lo strabismo di quella che devo incontrare è divergente ...".

"Ah, ho capito - lo interrompo col mio fammoso 'tatto d'elefante' -: ha gli occhi che si mandano aff'an...; che ci vuoi fare: non ci sono più le belle donne di una volta e poi, come si dice? Se una ragazza è bella, allora è un'oca!".

Il Maurizio continua a vivere la sua tempesta di testosterone ma, se è vero che al cuore non si comanda, è anche vero che - a quarant'anni - può avere effetti collaterali: ma, si sa, ogni età è buona per innamorarsi per cui il suo motto è 'Ogni lasciata è persa!' perché, prima o poi, l'Ammmore arriva!

Riesco, infine, a cenare e, mentre mi lavo i denti, mi abbandono alle ultime riflessioni di alto contenuto filosofico: è un po' di tempo che non metto più le lenti a contatto, ma, in fondo, gli occhiali valorizzano il viso; dovrei decidermi a tagliarmi i capelli: i capelli corti danno un senso di pulito; domani dovrei mettere un po' di ordine in casa, ma è vero che nel mio disordine trovo tutto; perché quando si invecchia sembra che il tempo passi più in fretta? Mah, in fondo non si è mai troppo vecchi e, poi, i vent'anni vengono una volta sola! Guarda, guarda qua: le prime rughe d'espressione ... massì, l'importante è essere belli dentro! Domani troverò, finalmente, lavoro? Nella vita non si può mai sapere e mai dire mai: l'importante è che ci sia la salute! Che strane giornate, ma la vita è bella perché è varia!

E sia, si è fatto tardi, è ora di andare a dormire perché ... quando si va a dormire troppo stanchi non si riposa mai bene!

NON e` una storia di pura invenzione.
Nel racconto SI FA riferimento a fatti e persone REALI.

mercoledì 14 aprile 2010

103. Qui, una volta, era tutta campagna ... (parte 3/4)


Da quando in piazza Rivoli hanno messo la rotonda, togliendo il semaforo, arrivare sull'altra sponda è un'impresa che richiede pazienza.

Mentre indugio all'altezza delle strisce pedonali, vengo affiancato da un signore con la borsa del CRAI che, senza che gli chiedessi alcunché si sente in dovere di darmi una lezione di educazione civico-stradale: "Tutti si lamentano del traffico e poi vedi una persona sola per auto!".

"Ceeerto, ceeerto, ... che vuole che le dica? Oggi vanno tutti di fretta ..." ribatto, sperando che il 'machitel'hachiesto?' molli la presa.

Niente da fare, il 'matihochiestoqualcosa' insiste "La patente la danno a tutti! Il fatto è che le donne non sanno guidare ...".

Ora, credetemi Care Lettrici/Cari Lettori, io non voglio dire che il 'nonrichiesto' abbia ragione, ma una cosa è indiscutibile: per ridurre il traffico eccessivo basterebbe togliere la patente alle femmine ed il traffico si ridurrebbe, si dimezzerebbe senza colpo ferire: a volte le soluzioni sono il frutti do scelte dolorose, ma necessarie.

Mi guardo bene dallo sviluppare questo concetto per non offrire nuovi spunti, ma l' 'imperterrito' continua: "Adesso vogliono elevare il limite di velocità in autostrada ... mi sembra una cosa giusta!".
"Buono a sapersi ..." mi dico, ma, prudentemente, non proferirisco parola.

E lui "Mi piace correre in macchina ma lo faccio soltanto quando sono solo; che assurdità: fanno le macchine così veloci e poi ci sono i limiti di velocità!".

"Che strano ... chissà perché?" sono tentato di ribattergli, ma desisto.

"Certo, uno si può andare a schiantare, ...ma le macchine si riparano, l'importante è che lo puoi raccontare...! La verità è che ... (ecco, ci mancava pure la verità) ... gli incidenti capitano anche a chi va troppo piano. Se non vuoi avere incidenti, devi tenere sempre l'auto in garage; e, comunque, le macchine tedesche durano, mentre ... le macchine giapponesi ... è difficile trovare i pezzi!".

Ma sento che le pillole di saggezza non richiesta non sono finite: "La gente non è furba: preso un semaforo verde, li prendi tutti!".

Per fortuna il traffico si rivela clemente con la mia pazienza, ma l' 'indefesso' non molla la presa e mi propone la sua brillante soluzione per evitare il traffico: "Se vai col treno, poi non hai il problema della macchina: il mezzo più sicuro è il treno!".

E continua "I treni italiani hanno un solo, grande difetto: sono sempre in ritardo! Quando c'era Lui i treni arrivavano in orario"; ed ancora "Mussolini era un grande statista ha commesso un solo errore qaundo si è alleato con Hitler ... Certo Hitler era un pazzo criminale, però pure Stalin".

Il ragionamento non fa una grinza.

Sarà colpa del freddo, sarà per la sua enorme borsa della spesa che non smette di spattermi contro la tibia (ndr: la destra), ma colgo il suggerimento per svincolare la presa: "Il treno? Ottima idea, grazie per i consigli, ha ragione, prendo la metropolitana, ...".

"Fa bene, fa bene, - mi rassicura - gli incidenti in metrpolitana capitano, ma sono più rari degli incidenti d'auto"

Sento, improvviso, il bisogno di mettere le mani nelle tasche dei pantaloni.

"Un'ultima domanda ... - osa il 'nontimollo' - ... lei ha un'auto?"

D'istinto sarei tentato di spiegargli che ho un'auto, ma non ho pagato l'assicurazione, quindi, 'ho l'auto, ma non la uso', quando mi avvedo del pericolo di offrirgli nuovi spunti per sbrodolare consigli non utilirichiesti e spero di cavarmela con un "Beh, sì! ...".

"Ah, spero non sia nera: la macchina nera d'estate diventa un forno ..." conclude l' 'indomito'.


Ed io ringrazio chi ha inventato la metropolitana.


Scendo alla fermata pozzo Strada, riemergo dalle viscere della terra maestoso, regale ed austero con l'ausilio degli effeti speciali offertimi dalle scale mobili (ho sempre amato le scale mobili; mi manca solo una colonna sonora di sottofondo adeguata) e mi avvio verso lo SMA di corso Telesio.

Il bravo disoccupato è un grande frequentatore di banche della spesa dei mercati regionali e dei supermarket: gli consente - non necessariamente nell'ordine - di 1. passare il tempo; 2. stare al caldo (se trattasi di supermarket; se è vero che i supermercati hanno ucciso il piccolo commercio è altrettanto vero che sono più caldi); 3. avere un quadro esatto e, nel contempo preciso e, perché no?, aggiornato delle varie offerte che vengono do volta in volta fatte nel vorticoso giro di sconti che si susseguono come una giostra.

E non si dimentichi che 4. è un'altra incredibile opportunità di tuffarsi in un mare di varia umanità!


Passeggiando in compagnia dei miei pensieri, mi avvedo che nella piazzetta del Monastero si è radunata una piccola folla, mesta senza essere triste: a conti fatti potrebbe essere tanto un matrimonio quanto un funerale.

Non c'é la sposa in bianco, ma neppure il carro funebre: il dubbio resta!

Non sapendo che pesci pigliare, ma volendo dire qualcosa (qualunque cosa) a qualcuno (chiunque), propendo per un paio di frasi di circostanza che possano andare bene qualunque sia la circostanza e, avvicinatomi ad un primo crocchio di persone, con aria seria ma non necessariamente triste, mi sciolgo in un "Sono sempre i migliori che se ne vanno", per poi, raggiunto un secondo crocchio "A tutto c'è rimedio tranne alla morte!".

Prima che abbiano tempo di chiedermi ch'io sia, mi allontano nelle prime ombre della sera (immagine non necessariamente originale, ma che rende l'idea).

Arrivo allo SMA e, famelico, mi aggiro tra le corsie senza trovare nulla di esaltante.

Nella corsia dei detersivi i discorsi sono persino banali: una signora che non trova la data di scadenza sui barattoli della cera, si lamenta che "Il parquet è bello, ma talmente delicato", mentre l'amica, sbuffa "Hai ragione, ma la moquette trattiene tanta di quella polvere!".

Tanto per non andare via a mani vuote decido di comprare qualche leccornia per le tre belve di casa, tanto per spezzare la manotonia dei croccantini.


CVD (ndr: Come Volevasi Dimostrare) il reparto cibo per animali non delude mai ed ecco, infatti, un paio di argute ed arcigne vecchiette modello 'parrocchia' che trattano uno dei grandi dilemmi della vita: 'Meglio il cane o il gatto'?

Tanto per non perdermi un solo momento del confronto dalle sfumature cino/feli-filosofiche, faccio finta di cercare merce che - evidentemente - non trovo tra gli scaffali.

La più bassa e tarchiata, armata da un minaccioso bastone è drastica e perentoria: "Il cane è più fedele del gatto! Il gatto si affeziona alla casa, non al padrone ..."; al che la più minuta che si aggrappa al carrello per non perdere l'equilibrio, temendo che, dandole torto, portebbe venir ripagata da una bastonata di pur tenero noce, compiacente ribatte: "E' vero, il cane è come una persona; lo vorrei, ma ci vuole il giardino: non compro un cane così, poi, non mi dispiacerà vederlo morire ...".

"Ma che dici? - ribatte la corpulenta che non si lascia facilmente ingannare dai sofismi - un cane vive almeno 15 anni: crepi prima tu!".

Ed aggiunge con gli occhi tra il sognante e l'estasiato: "Il cane è il miglior amico dell'uomo - confessando -: vol mio cane io ci parlo!"

"Sarà - s'intromette impertinente un commesso che cerca di riempire gli scaffali - ma una cosa è certa: per camminare sui marciapiedi bisogna fare lo slalom tra le cacche dei cani!".
"Ma che dice? Come osa? - dice la già tarchiata ed ora iraconda, mulinando minacciosa il bastone - ... il mio piccolo Puffy non scagazza per strada ...".

Il 'piccolo' trogolo, un fac-simile di mortadella da 5 chili, per ringraziare la 'fedele' padrona non trova di meglio che emettere una sibilante flatulenza, invero non fragorosa, ma di sicuro effetto olfattivo.

Per evitare l'inaspirsi del confronto (odio la violenza fisica) ed avendo lasciato a casa la maschera anti-gas, mi avvio alle casse.

Una volta, lo ammetto, quando arrivavo alle casse cercavo con occhio clinico di intuire quale potesse essere la fila più breve o, comunque, la più veloce. Da qualche anno mi sono messo il cuore in pace: qualunque coda io scelga, l'altra coda andrà sempre più veloce!

La fila alle cassa dei supermercati ripropone gli immancabili cliche': il tizio che cerca di fare il furbo cercando di inserirsi a metà coda col carrello strapieno, la vecchietta che chiede di passare prima, quello che lascia la moglie o il figlio (credo ne affittino all'occorrenza all'ingresso, di figli) per 'tenere il posto' e trona immancabilmente prima che sia il Vostro turno con un carrello pieno e s'infuria perché era andato a prendere solo un paio di cose che si era dimenticato, ...

Comunque sia, io non ho fretta e aspetto diligente il mio turno mentre gli altri si accapigliano al mio posto.

Anche questa volta la mia attesa non va delusa: la gente ama parlare, di qualsiasi cosa, e neppure pretende di essere ascoltata!

Uno dei temi ever-green è la crisi economica, alternata all'immigrazione: come dire un po' di sociologia a buon mercato con una spruzzata di politica!

A metà coda sento una voce levarsi: "Sissì, c'è la crisi, c'è la crisi, ... ma i ristoranti sono sempre pieni!".
"Sarà anche vero che i ristoranti sono pieni, - ribatte qualcun'altro -, ma la crisi c'é e la la gente non compra più come una volta ...".

Ed una stridula voce di una signora d'altri tempi : "Per sapere cos'e' la fame dovevi vivere in tempo di guerra ....".
Interviene ancora un altro: "Una volta c'era piu' solidarietà, piu' comunicabilità: oggi tutti pensano solo a se stessi!".

Ed intanto i prezzi aumentano: oramai ti fanno pagare anche l'aria che respiri ..." commenta un altro ancora.

E' la volta di un qualche ex-sessentottino, oggi sessantenne prossimo alla pensione, ma sempre facinoroso: "I negozianti sono tutti evasori!".

Temo che il signore di fronte a me nella fila, che conosco di vista e che so gestire una libreria nel quartiere temo gli salti alla giugolare, ma desiste e ripiega su un generico ed ecumenico "Si stava meglio quando si stava peggio ...".

"Già - ribatte l'ex-sessantottino ignaro del pericolo scampato -, peccato che non ci sia mai fine al peggio!".

Sospirando un'anziana singora, avvicinandosi alla fila, mormora: "Ai miei tempi ci si divertiva con un niente!" e, colgendo il sorriso benevolo di uno degli astanti, miagola "Mi farebbe passare? Ho solo un paio di cose ...".

Sembra brutto non cederle il passo, considerando anche la prossimità del Natale, ma ecco che, arrivata al nastro delle casse, la dolce, piccola, indifesa vecchietta tira fuori dalla borsetta ogni ben di Dio: vatti a fidare dei vecchietti!

Poco male, passati i mugugni generali che in genere preludono ad una sollevazione popolare di piazza, una volta rasserenati gli animi, il talk show riprende.


Il libraio riavvia il discorso interrotto: "Premetto che non sono razzista (ahi, ahi, le cose s'ingarbugliano, prendendo una brutta piega), ... io non sono razzista però restassero a casa loro!".
Non so se la stretta al cuore mi sia stata provocata più dalla violenza al congiuntivo o dalla premessa 'assolutamente NON sono razzista', ma la mia vocina mi dice che stanno per essere sparate una marea di ca£$%&§*te.

"Per carità di Dio - continua - i neri hanno il ritmo nel sangue, corrono più dei bianchi, hanno una gran voce, ... ma ci tolgono il lavoro!".

"E' vero - gli regge il gioco un basso signore dai lineamenti del viso scolpiti come cuoio essicato al sole per troppo tempo - e violentano le nostre donne!".

Eccola lì: la frittata è bell'e che fatta!

La crisi mette tutti nella stessa barca, ci rende uniti, ci fa sentire un popolo come neppure la vittoria della nazionale italiana alla coppa del mondo ci ha fatti sentire.

Nella fila nella quale sono accodato, ma anche nelle file a fianco, è tutto un susseguirsi di "I giapponesi sono tutti deviati", "I Francesi si sentono superiori", "Gli Inglesi sono degli zozzoni", "Gli Spagnoli non hanno voglia di lavorare e mangiano tardi", "Gli Americani sono dei creduloni", "I brasiliani sono tutti ballerini !", ... "Ed anche quel Papa tedesco: toglie lavoro ai Papi italiani!".

Già che ci siamo, tanto per non farsi mancare nulla, qualcuno azzarda "I ballerini e gli stilisti sono tutti omosessuali", mentre un altro dall'inconfondibile accento sassarese azzarda - approfittando della confusione - "Il sardo non è un dialetto è proprio un altra lingua" e, visto che si leva qualche voce a dargli ragione, osa ancora "i sardi sono molto ospitali, ... ma non li fare arrabbiare".

A questo punto tutti si sentono fratelli, l'amor patrio scorre come un fiume in piena "Il mare più bello del mondo è in Italia!", "Firenze è una città d'arte!", "In Sicilia ci sono dei posti meravigliosi, ma non sanno sfruttare il turismo", "Gli Italiani vanno in vacanza all'estero e non conoscono l'Italia: prima di andare all'estero bisognerebbe conoscere l'Italia!", "Alle svedesi piace l'uomo italiano".

... e, poi, c'é chi dice che gli Italiani non sono patriottici!

Arriva il mio turno e riesco a pagare appena prima che tutti, ma proprio tutti si abbraccino e, da autentici stonati come solo i veri ItaGliani sanno essere, inizino a cantare qualcosa che vorrebbe essere l'inno di Mameli.

In verità, mentre sono oramai prossimo all'uscita, sento un paio di persone che dicono con fare confabulatorio: "Certo che il 'Va' pensiero' sarebbe tutta un'altra cosa ...!".

(segue e finisce nella prossima puntata)

NON e` una storia di pura invenzione.
Nel racconto SI FA riferimento a fatti e persone REALI.

lunedì 12 aprile 2010

102. Qui, una volta, era tutta campagna ... (parte 2/4)

Anche una semplice passeggiata può essere un'ottima occasione per non perdere il contatto con la realtà. Basta un po' di esperienza, di intuito e di saper scegliere le proprie `prede`, laddove per `prede` si intende `umanita` varia cui attingere avidamente spunti di rifeflessione e nella quale confondersi`.

Via Roma. Il freddo tiene le persone lontane dal passeggio e, chi non è in ufficio, cerca un po' di rassicurante tepore.

Decido di fare altrettanto e, dovendo scegliere tra librerie e negozi di vario genere, tento la sorte all'Upim.

Ho nulla da comprare (a dire il vero, anche volendo, devo considerare il mio c/c che, oramai, è in stato di coma vigile), ma il mio obiettivo è restare in contatto con la realtà, con la varia umanità (di cui, eper la quale si rinvia alla definizione d`apertura).

Scarto le commesse che stanno sistemando la merce sugli scaffali e mi risolvo per una coppia di signore che valuto avere l'una una Trentina di anni col pancione (che, immagino, non sia dovuta ad un eccesso di birra e/o bibite gasate), l'altra prossima alla Cinquantina.

La Cinquantina ha l'aria di chi ha sempre molto, troppo da insegnare a chiunque, a tutti. Ed infatti sta almanaccando la Trentina: "Te ne accorgerai, mia Caaaara: è' sempre più difficile fare il genitore: te ne accorgerai quando avrai dei figli! Che ci vuoi fare: i figli sono una gioia, ma i figli son problemi! ... Sai già se sarà maschio o femmina? Aspetta, non me lo dire: se la mamma ha il pancione a punta vuol dire che è maschio ... avrai un maschio, ne sono sicura".

"Veramente - ribatte timida la Trentina -, vermente il ginecologo ha detto che l'ecografia indica una femmina ...".

Appena appena indispettita, la Cinquantina ribatte con fare stizzito: "Cosa vuoi che ne sappia il ginecologo? E` mai stato ... `incinto` il TUO ginecologo? Anche le ecografie sbagliano! Io avevo la pancia a punta ed ho avuto un maschio: tu avrai un maschio! Al più avrà un pipino piccolo piccolo, ma che vuoi che sia, di questi tempi ... se, poi, decidesse per una circoncisione radicale, definitiva, beh, hai visto col Marrazzo ... e, poi, è vero che i figli maschi sono più attaccati alla madre, ma sono una taaaaale seccatura ... le donne maturano prima degli uomini ... mentre il maschio moderno e' in crisi: non lo vuole ammettere, pero` e` in crisi. Il futuro è delle donne! ... anzi, meglio se si taglia il pistolino: avrà sicuramente un posto in tivvù in prima serata ... ricordami di chiamare la mia amica Gianna: lei lavora a Telesubalpina ... vedrai, ... lascia fare a me!"

La Trentina non mi sembra tanto per la quale, ma più le osservo, più mi convinco che la Cinquantina potrebbe essere la suocera ed allora mi immagino il figlio/marito e penso che questo potrebbe essere un motivo se al giorno d'oggi ci sono piu' divorzi che matrimoni! Se non altro, se è pur vero che la mamma e' sempre la mamma,
per fortuna che di mamma ce n'é una sola ...

Oramai è quasi l'una e sento i primi languiri della fame, pardon, dell'appetito.

Ho sentito dire che dove si fermano i camionisti, è lì che si mangia bene!


Peccato che qui non ci siano né camion né camionisti, indi ragion per cui entro in un altro bar e scruto con fare indagatore i panini che languono nella vetrinetta. Devo essere sincero, sembra che siano lì da almeno un giorno; basta osservare il tramezzino che, dice il cartellino, vorrebbe essere un gaio 'tonno e carciofini': peccato che la majonese stia fermentando!

E, poi, siamo sinceri: 2 euro è un vero furto. Il fatto è che, oramai, 2.000 lire sono diventati 1 euro e quel tramezzino non vale certamente le vecchie 4.000 lire, a meno che non sia compreso un bicchiere di bicarbonato per digerire l'improbabile farcitura. La verità è che con l'euro si spende il doppio.

Ma, credetemi, non è per i soldi: è per il principio!

"Per fortuna - dico tra me e me - la colazione è il pasto più importante, ed io ho fatto una ragionevole colazione".

Ma lo stomaco brontola ed io inizio a pensare che, tanto, la prima digestione inizia in bocca e che in pancia si mischia tutto, che una volta digerivo anche i sassi (ma, appunto, 'una volta'), che ... non c'é niente da fare ... come si mangia in Italia ... (mentre in inghilterra e Germania il cibo fa schifo), penso persino ai bambini del Terzo mondo che muoiono di fame (ma è anche vero che se dessero loro questi panini la Chiesa tuonerebbe contro l'eutanasia).

Ma la verità è che non si sa più quello che si mangia: i cibi di una volta erano più sani ed il pane aveva tutto un altro sapore. Insomma, come si mangia a casa propria non si mangia da nessuna parte!

Sono ancora lì coi miei pensieri, quando la bionda cassiera dietro il bancone mi incalza (in fondo ci sarebbero altri clienti da servire ed io occupo spazio): "Cosa desidera?".

Sarei tentato di ordinare una gagliarda Coca Cola: la Coca Cola e` una tentazione, la Coca Cola lusinga; ma si sa: se lasci una bistecca a mollo nella Coca Cola per un'ora non ci rimane niente!

Nel dubbio, sfodero il mio migliore sorriso e, tosto, a domanda gentilmente rispondo (domandare è lecito, rispondere è cortesia): "Un litro d'acqua, grazie; sa com'é ... bisogna bere almeno due litri d'acqua al giorno e, poi, sto cercando di dimagrire e per dimagrire bisogna alzarsi da tavola con appetito".

La cameriera è un attimo confusa, al limite indispettita - se proprio volete - e mi congeda con un "La beve qui o gliela incarto?".

Con calma, estrema calma, una calma esagerata, decido di riprendere la via di casa.

Arrivato all'altezza di Largo Francia decido per una piccola e nostalgica deviazione alla volta della scuola che mi ha visto studente.

Lo ammetto, fa un certo effetto pensare che allora aveo tutto un futuro davanti, mentre ora o un grande futuro dietro le spalle, ma tant'é.

La scuola non è grande, ma il giardino vanta magnifici alberi secolari, a quest'ora escono elementari, medie e superiori. Se non escono universitari è solo perché non c'é l'università, altrimenti uscirebbero anche gli universitari: statene certi.

Qui i varii `68, 77, persino il `48 (ed alludo al 1848) sono passati quasi senza lasciare traccia, come dei leggeri venticelli di primavera.

Fuori dal lavorato cancello verde una ressa di genitori, per lo più madri.

Ho iniziato a rendermi conto di aver iniziato ad invecchiare proprio passando davanti ad una scuola, non molto tempo fa: se una volta la mia attenzione era attratta dalle studentesse, da qualche tempo il mio sguardo aveva iniziato a volgersi verso le madri!

Che ci volete fare? Le madri di oggi non saranno quelle di una volta, ma quelle di oggi fanno ginnastica, dopo aver partorito anche un paio di - non necessariamente - simpatici frugolotti tornano in perfetta forma. Insomma, ...

Passo tra la calca e cerco di cogliere qualche discorso prima che arrivi l'ondata vociante di quello che sarà il nostro futuro!

Ricordo che sino ad un tre anni fa quando vedevo dei giovani 'tagliare', 'bigiare', 'far vela', 'far focaccia', insomma, cazzeggiare in centro mentre avrebbero dovuto essere a scuola, mi indignavo, provavo non solo disappunto, ma un vero, proprio e sincero sdegno pensando che se ne stavano lì a far niente, mentre avrebbero dovuto essere a scuola a studiare perché un domani avrebbero loro pagato la mia pensione! Quante, quante volte mi sono trattenuto dal chiamare i vigili e denunciare la loro trasgressione? Il cielo solo lo sa!


Oramai, dopo l'ennesima annunciata riforma delle pensioni, dopo più di 2anni2 di disoccupazione e di contributi non versati, sono talmente preoccupato del presente che la futura pensione neppure più mi preoccupa: confido in un infarto rapido!

Comunque, dicevo, me ne sguscio tra il branco di genitori e la mia attesa dura poco.


Una signora, che ad occhio e croce potrei identificare come una nonna (è pur sempre una madre: la madre di una madre, quindi una madre) esordisce con un altisonante ed orgoglioso "Certo che ì bimbi di oggi sono più intelligenti: io non so usare il cellulare, ma mio nipote è un genio col cellulare e coi computer!" cui ribatte un'altra vegliarda "Certo che con il computer ormai si fa tutto; peccato che i bambini di oggi senza calcolatrice non sanno fare due più due ..., ma dobbiamo rassegnarci: presto arriverà il giorno in cui il computer dominerà l'uomo".

Ma la prima cerca di rassicurarla: "Su internet trovi quello che vuoi: internet è il futuro. Me l'ha detto mio nipote!".
Mi viene un dubbio: ma una volta non si diceva che il computer rovina la vista? O era la masturbazione a rendere ciechi? Nel dubbio è bene scegliere: o il computer o la masturbazione!

Rassicurato dal nipote della vecchietta, decido di spostarmi e, poco più in là, altre due giovani madri si domandano "Il tuo cosa farà dopo il liceo? Perché, diciamoci la verità il liceo ti dà solo un pezzo di carta: chi esce da ragioneria ha più sbocchi ... mio marito ha fatto ragioneria ed oggi lavora in banca!".
"Fa il banchiere?" si sente in dovere di domandare l'altra giovane madre?.
"No, no - la rassicura la prima attillata in un paio di jeans che tolgono ogni spazio all'immaginazione -, è bancario, ma al giorno d'oggi è più sicuro fare il bancario che essere banchiere ...".

Il discorso non fa una piega.

Dall'altra parte della strada passa una raggazza vestita in un modo appariscente e la moglie del bancaria sibila indignata "... e dicono che poi le violentano... vanno in giro con certe minigonne!".

"E, poi - aggiunge riprendendo il filo del discorso - se vuole, dopo potrà fare Economia: Economia apre tutte le porte ... D'altra parte oggi si laureano tutti, anche se le lauree sono diventati solo dei pezzi di carta ... e, comunque, Economia non è mica come la matematica o la filosofia: quelle mica ti servono per andare a comprare il pane alla mattina!".

Tanto per dire qualcosa l'altra si sente in dovere di chiosare: "E' proprio vero, come hai ragione: glil esami non finiscono mai ... oggi non ti regala niente nessuno; certo che ai miei tempi la scuola era molto più dura!".

Il ragionamento mi sembra pieno di buon senso. Io stesso, avessi avuto un figlio (e non è detto che non ne abbia, solo che nessuna se ne è mai lamentata), lo avrei chiamato - come nome di battesimo - 'dottore', o 'architetto' o, ancora meglio 'Ingegnere' (di ingegneri c'è sempre bisogno): almeno un futuro glielo avrei assicurato! Se, poi, avesse deciso di fare l'idraulico o l'elettricista ... tanto meglio!


D'altra parte, se è vero che i veri artigiani non esistono più, è altrettanto vero che le libere professioni hanno le loro belle controindicazioni: il notariato è una casta chiusa; fare il medico non deve essere un lavoro, ma una missione; chi ha il padre avvocato ha gli esami fatti.

Il lavoro fisso non esiste più, bisogna rassegnarsi. Il lavoro pubblico, forse: gli statali non lavorano, ma il posto statale non te lo toglie nessuno! Peccato che i concorsi siano tutti truccati!

Forse tornare alla terra, fare il contadino: il contadino di oggi non è più il contadino di una volta, oggi è un piccolo imprenditore e, a pensarci bene, non c'e' piu' nessuno che lavora la terra. ....

Mi sposto di qualche metro ed ecco un'altra paccata di buon senso materno.

Un nonno domanda ad una madre, tanto per ingannare l'attesa che diventa vieppiù spasmodica: "Come va suo figlio?".

"Che vuole che le dica? - risponde la madre benevolmente, seppure con un po' di disappunto - Ha le capacità ma non si applica; d'altra parte si sa che le ragazze sono brave nelle materie artistiche, i ragazzi in quelle tecniche ...".

Il vecchietto, con fare galante d'altri tempi, tiene alta la conversazione: "Ah, certo che il liceo classico apre la mente: il latino serve per imparare l'italiano e l'italiano è una delle lingue più difficile da imparare! certo che, al giorno d'oggi se non sai l'inglese è come se fossi muto!".

Evidentemente la giovine madre non deve aver fatto il classico e, indecisa se la parola 'collant' sia latina o inglese, preferisce non rispondere e si trincera in un inespugnabile mutismo.

Il gran vociare di più o meno garrule voci annuncia l'uscita della fiumana di giovani virgulti.

Decido di non essere sommerso da cotanta umanità e mi allontano risalendo corso Francia.

(segue ...)

NON e` una storia di pura invenzione.
Nel racconto SI FA riferimento a fatti e persone REALI.