mercoledì 15 luglio 2009

32. Dieci idee semplicemente ... geniali!


Da mesi, ormai, cerco in ogni modo di trovare un lavoro, riesco persino, a fare dei colloqui, ma… niente!

Ho deciso che l’unica soluzione è farsi venire qualche idea per venirne fuori.

Ne ho trovate 10, che vi sottopongo.

ps: nel post in fondo alla nius potete inserire preziosi commenti e suggerimenti.




1. l`affittacamere (per la serie `finché ho una casa - mica per tanto-, tanto vale farla rendere)


Ho pensato che potrei affittarla ad una squillo.

L’idea non mi sembra malaccio, ma c’è sempre l’ipotesi che i vicini protestino e, si sa, le liti di condominio sono snervanti.
Certo, c’è la possibilità di… conciliare con alcuni condomini, ma, poi, la voce si sparge e se tengo i vicini a bada, è anche vero che sarebbe tutto tempo sottratto ai clienti.

Bisogna trovare un’altra soluzione: gli immigrati!
I vicini mi sembrano buone persone, alcune frequentano la chiesa. Potrei giocare un po’ sul senso di solidarietà, sulla globalizzazione, sull’opportunità di erigerci a baluardo contro il regime di intolleranza che sta dilagando nel Paese.


Allora, ragionate con me: in casa potrei piazzare una decina di letti, ma – e qui è l’idea geniale – se fossero letti a castello – potrebbe esserci posto per una ventina di… pensionanti.
Ancora, tenetevi forte: imponendo rigidi turni di 8 ore, ci sarebbero una sessantina di pensionanti.

Non solo, seguite, ve ne prego, il ragionamento: gli extra-comunitari sono qui per lavorare e, come si dice: “chi dorme non piglia pesci!”. 6 ore sono più che sufficienti.

10 persone a turno per 4 turni di 6 ore = 80 persone.

E, finora, abbiamo parlato genericamente di extracomunitari.

Ma se gli extra-comunitari fossero cinesi?
Considerate con me e mente priva di pregiudizi: i cinesi sono tutti uguali, per cui i vicini non si insospettirebbero. Li faccio vestire tutti allo stesso modo e dico ai vicini che è una sola persona!

Non solo: i cinesi sono più piccoli, quindi ce ne starebbero di più!!!

L’unico rischio sarebbe prendere in casa cinesi che sanno leggere: niente di peggio che trovare dei libretti rossi sotto i cuscini ed in bagno!!!

E, poi, si sa che i cinesi sono oltre un migliardo, pardon, miliardo: se decidono di fare un salto tutti insieme nello stesso momento, beh, sono acidi per tutti.

Considerate che il soffitto è abbastanza alto, potrei mettere letti a castello con 3 letti: ma io non voglio sembrare esoso!




2. l`incidente d’auto


L’altro giorno stavo per essere investito da una signora che usciva in auto da un portone.

Solo il mio innato e primordiale istinto di conservazione mi ha fatto fare un doppio salto mortale, carpiato con doppia rotazione all’indietro (ero un po’ stanco ed avevo mangiato pesante, per cui non ho potuto fare di meglio) e, tra gli applausi, sono ritornato a terra ed ho continuato a passeggiare.

“Ma – ed è qui che si vede il vero ‘bravo disoccupato’ mi sono detto -, che stupido che sono: perché non farmi investire a bella posta?”.

Certo, c’è il problema di essere sicuri che l’investitore sia coperto da adeguata assicurazione (non avete idea di quanta gente circoli senza copertura assicurativa), e, poi, sarebbe opportuno procurarsi dei testimoni (ma ve ne sono alcuni che garantiscono testimonianze attendibili a modico prezzo, mi sono informato) cui dare una percentuale.
Inoltre si deve essere certi che l’auto investitrice abbia dei freni in buone condizioni, perché non mi faccia troppi danni.

D’altra parte è pur vero che, oltre a chiedere il risarcimento del danno fisico, ci sarebbero i danni morali e biologici per la depressione nella quale cadrei perché da disoccupato, non potrei cercare lavoro.

Ne ho parlato con un paio di amici avvocati, i quali mi hanno detto che potrebbero esserci gli estremi per il reato di truffa alle assicurazioni.

Santo cielo, quanto fanno i difficili e i pessimisti: solo perche` non l`hanno avuta loro l’idea geniale!

Insomma, ipotesi da approfondire nei dettagli, ma da non scartare a priori.





3. il “ghe pensi mi!”

Sempre più spesso sento amici che, dopo anni di vita coniugale, si lamentano e mi confidano “Non so cosa darei per una serata tranquilla, con una birra a vedere una bella partita di calcio, o a leggere il tredicesimo volume dell’enciclopedia britannica: da quando mi sono sposato non riesco ad andare avanti!”.

Ecco, cari amici, siete stanchi, volete passare una serata tranquilla dopo il faticoso lavoro quotidiano, ma vostra moglie ha ancora degli istinti famelici manco foste ancora fidanzatini? GHE PENSI MI!”.

Posso fornire certificato medico di sana e robusta costituzione, sono pulito ed educato, scusate se è poco!

ps: potrei prevedere sconti (da concordare) per amici e per abbonamenti




4. l`esperto di colloqui

Non lasciatevi trarre in inganno dalla semplicità della qualifica.

Da mesi, oramai lo sapete, mi sto districando in una rete di colloqui di ogni genere e vado accumulando una certa esperienza.

Certo, lo so, esistono dei corsi specifici per imparare a selezionare.
Ma io vado oltre.

Anzitutto, chi è in grado di valutare i selezionatori? Ce ne sono di bravi e di meno bravi, ce ne sono di volenterosi e votati alla selezione della razza ed altri che lo fanno di malavoglia.
Io ritengo di essere in grado di valutare gli esaminatori: questa potrebbe essere una opportunità tanto per le aziende quando per coloro che intendono rispondere ad un’offerta di lavoro.

Non solo e di più.

La delazione, questa pratica tanto ingiustamente vituperata.
Gli esaminatori forse non sanno quanti suggerimenti e giudizi si scambino chi partecipa ad una selezione in assenza dell’esaminatore. E, per certo, un’azienda non vorrà assumere chi parla di loro male, chi, persino, li denigra: certo che no!

Ecco, io, forse anche per la mia età e per i miei capelli appena appena brizzolati, induco coloro che incontro ai colloqui ad aprirsi, a dire quello che realmente pensano.

Insomma, per il sommo bene dell’industria capitalista, io sono pronto a mettermi al servizio dei grassatori della masse operaie.

Avrò sempre tempo di leggere Marx, Engel e le vignette di quel comunista di Vauro nelle pause pranzo: insomma, rimango rivoluzionario ... part time!




5. il `prenota parcheggi`


Quante volte, soprattutto andando in centro, non avete trovato un parcheggio? Girate in tondo a vuoto per ore ed ore ed intanto il film che, magari, volevate andare a vedere non solo è iniziato, ma è anche finito; gli amici che vi aspettano se ne sono andati, il vostro compagno/la vostra compagna in auto è diventata come un puma in gabbia, …


Ecco, io potrei, con una semplice chiamata, accettare prenotazioni anche con un paio di ore d’anticipo. Vado nelle vicinanza del cinema, ristorante, … dove dovete andare e, appena si libera un posto, ve lo tengo occupato.

L’idea è meno stupida di quello che vi può sembrare: di certo ve ne ricorderete la prossima volta che cercherete parcheggio e vi direte “Ah, se solo…”.





6. le tre carte

Erano anni che non ne vedevo, ma l’altro giorno, nei pressi di Porta Nuova, mi sono detto “ccoli lì, ma dov’erano finiti?”.
Si spostano sotto i portici, alternativamente, tra l’angolo tra via Sacchi e c.so V.Emanuele e tra quest’ultimo e p.za Carlo Felice

Li potete trovare lì per ore ed ore, pronti ad elargire manciate di felicità: altro che social card, PFUI!!!

Ieri c’era il solito signore che armeggiava con le tre carte, facendole mulinare da una parte a quell’altra, con un’esasperata lentezza che io ancora mi chiedo come facesse quell’anziano davanti a lui a non indovinare.

Non solo con tre carte ha il 33,3% possibilità di indovinare, ma basta prestare un minimo di attenzione che quello lì lo freghi facile facile. Giuro che a volte ho creduto che facesse il suo giuoco tanto lentamente solo per far vincere l’anziano signore. Insomma, non poteva non vincere, io ce lo dicevo.

Ad un certo punto, infatti, gli altri intorno mi hanno fatto i complimenti e mi hanno invitato a giuocare, ma io non avevo che 5 euro nel portafoglio.

Ma adesso devo ritirare i soldi che ho guadagnato per aver fatto lo scrutatore e state certi che li vado a giocare: spero solo di trovarli e che mi facciano giuocare!





7. sposare una 90enne (... straricca)



L’idea mi è venuta da una amico che sta mettendo a frutto l’ozio estivo conoscendo ragazze in chat; è un maestro: le contatta prima per chat poi per telefono, le incontra e, beh, vi lascio immaginare.

Ora, io mi domando e dico, perché conoscere delle semplici ragazze, carine finché si vuole, disponibili finché si vuole, ma per un… mordi e fuggi?

Ecco, la mia idea è conoscere tramite chat una 90enne (tanto il mio amico mi spiega come fare), conoscerla, sedurla eeeeeeeeeeeeeeeeeBBAAAAMMMM ereditare.

Tanto a 90 anni non credo proprio abbia pensieri lascivi, si tratterebbe di un amore platonico, puro.


Come, ci sono tra voi persone che dubitano di quest’idea: non mi ritenete capace di sedurre una femmina? Sarete bravi voi, ma laciatemi stare le 90enni.





8. redigere una guida ragionata dei caffé (e dei relativi bagni)

Da mesi peregrino per la città, un modo come un altro per non stare in casa, per tenermi impegnato, cercare lavoro (internet point, annunci nelle vetrine, biblioteche).

Col tempo ho acquisito una certa familiarità coi caffè: sia per prendere qualcosa di caldo d'inverno, sia per... andarmi a pettinare.

Insomma, ritengo a ragione di essere divenuto uno dei massimi esperti in città non solo per quanto riguarda la bontà dei caffè, ma anche per definire il miglior rapporto qualità/prezzo e per indicare quali sono le toilettes più consigliabili (le più e le meno pultite, quelle con trono o alla turca, quelle con musica).

Invero, forse non tutti sanno che tutti i bar devono per legge consentire l'uso dei servizi anche per chi non consuma, ma si sa, la buona educazione piemontese impedisce di chiedere dove sia il bagno se non si è clienti.
E allora: dov'è che il caffè costa solo 75 cents, dove persino 70 (ma solo al banco), dove 1 euro, ma con bicchierino di selz (e dove senza)?

Ed ancora, dove i bagni vengono puliti ad orari regolari, dove solo quando è sporco, dove quando è troppo sporco, dove quando se ne ricordano (e possono passare giorni)?

Io ve lo so dire. E l'informazione è utile non solo per i residenti, gli autoctoni, gli indigeni, ma anche, se non soprattutto, per i turisti. Un servizio, quindi, che potrebbe tornare utile anche per le pro-loco e per gli alberghi

E, da ultimo, in quali serrvizi potete andare senza preoccuparvi di non avere da leggere se avete dimenticato le parole crociate?

PS: vedi (*) in fondo alla lettura troverete il murales più curioso che abbia avuto occasione di leggere.




9. vendere un occhio (o, in alternativa, un rene)

Vendere un occhio o un rene non è un’idea bislacca come potrebbe sembrare.

Lo sarebbe vendere un naso: ne abbiamo solo uno, e poi?

Un occhio o un rene, invece, non si nota, ne abbiamo due, con uno si sopravvive tranquillamente.

E, non solo: i miei reni (un po` meno gli occhi) sono in perfetto ordine, godono di ottima salute.

Sarebbe un affare!




10. la vocazione

Allora, lasciatemi dire, poi e solo poi, criticate.

Dunque, intanto, io ho studiato per la bellezza di otto anni in una scuola cattolica, dei cc.dd. preti laici.

Non intransigenti, duri e puri come i gesuiti.

Ricordo che, avrò avuto 14-15 anni, parlai con uno di loro dei voti, del loro valore, della difficoltà di seguirli.

"Beh, vedi – mi disse – il più difficile è senza dubbio l’obbedienza: per anni stiamo in un posto, poi, da un giorno all’altro, arriva l’ordine di trasferirci dall’altra parte del mondo e noi non possiamo che chinare il capo ed obbedire”. Ma, pensai, non mi sembra malaccio: avevano chiese in Francia ed anche in Brasile ed io già mi immaginavo come dovesse essere predicare a Copa Cabana.
“Quanto alla povertà, beh, non è gran preoccupazione: qualcosa ci viene dall’ordine, qualcosa dai famigliari, comunque non ci mancano i vestiti e la tavola è buona”. Io avevo avuto occasione di mangiare nel loro refettorio e posso garantire che non mentiva.
“La castità, beh, la castità: si fa quello che si può!”.

Qualcuno ha qualcosa da obiettare?




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(*) ecco il murales che vi avevo promesso (n.b. manca l'antecedente; esso si trova in bella mostra nel bagno - per i maschietti - della Biblioteca Nazionale, porta centrale).

Senza i tuoi tazebao stavamo male, che fine avevi fatto? Esaurimento? Surmenage da lavoro? "brunettite" acuta? welcome back my friend to the show that never ends (Vi invito e prego di notare come lo studente sia sin dall'inizio volutamente provocatorio e la metta sulla critica politico-sociologica)

Io sono stato sempre qui a farmi il culo per te, brunettiano di merda, a farmi 1.000 ore di straordinario non pagate, bastardo berlusconiano! Studentello!

(il bibliotacario rispende accettando la sfida: introduce una pesante critica al governo - 'brunettiano di merda', 'bastardo berlusconiano' -, il tema della rivendicazione sociale-sindacale - le '1.000 ore non pagate - e di classe - 'studentello')

I bibliotecari non dipingono i muri ma fanno 1.000 ore di straordinario non pagate per servire voi studentelli di merda! Voi studentelli segaioli e imbrattamuri: siete i veri fancazzisti.

(Il bibliotecario rincara la dose: gli studentelli questa volta sono 'di merda, segaioli ed imbrattamuri' e conclude con un irrisorio e canzanatorio 'fancazzisti', mentre lui ha 1.000 ore di straordinario, per giunta non pagate. Da notare che rimprovera loro di essere 'imbrattamuri quando è lui stesso ad imbrattare gli stessi muri!)
Ecco l'eroe di merda.

(Lo studente riprende a motteggiare il bibliotecario in modo concisio, provocatorio e pungente)

Tu ti sei fatto lavare il cervello dalla propaganda brunettiana, io mi faccio il culo gratis.

(il bibliotecario non intende far passare liscia la provocazione e rilancia)

Per la cronaca: io il cervello me lo sono fatto lavare da Milton Friedman, premio nobel per l'economia degli anni '70, grande ispiratore di Reagan, Tatcher e Pinochet che ci hanno tolto dai coglioni proletari come te.
(lo studente prima sottolinea che lui ha studiato e che la sua critica ha basi riconociute a livello internazionale - il premio nobel - e fa pesare il fatto che lui appartiene ad una classe privilegiata)

Finalmente hai gettato la maschera fascistello spocchioso e stronzo! Tu senza i proletari come me che fanno 1.000 ore di straordinari gratis per gente come te, merda umana, non potresti frequentare questa biblioteca, idiota!

(il bibliotecario ha smascherato, alla fine, il giuoco dello studentello; da personale l'insulto diventa generale - 'merda umana' -; rivendica la lotta di classe - voi siete privilegiati perché sfruttate noi -; ma, decisamente, gli rodono le 1.000 ore di straordinario non pagate. E termina la sua filippica con un liberatorio: 'idiota' sottolineato e rimarcato dal '!')





martedì 14 luglio 2009

*** questo blog alza la voce

Blog Chiusi Per Sciopero, Sul Web Parte La Protesta Contro Il Ddl Alfano

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Roma, 14 lug. - (Adnkronos) - Oggi blog chiusi per sciopero. I cyber opinion leader si autocensurano per protestare contro il ddl Alfano che ''mette il bavaglio'', per dirla con Antonio Di Pietro, ''all'ultimo prezioso spazio di democrazia'', ovvero la rete. Megafono arancio in campo nero con la scritta ''Questo blog alza la voce contro il bavaglio del ddl Alfano'' e' il logo dell'iniziativa, promossa da 'Diritto alla rete' e ampiamente diffusa anche su Facebook. E' la prima volta che va in scena questo tipo di 'astensione dal lavoro'.

Appuntamento dei 'rivoltosi', stasera a piazza Navona, a Roma. 'Volantino e prosecchino', invita un manifesto, che provoca: 'Chi non viene Bruno Vespa e'', 'sit in con bavaglio e brindisi alla liberta' del web', 'perche' prima di legiferare sulla rete i parlamentari italiani imparino a spedire una mail e sappiano distinguere un computer da un forno a microonde'.

Aderiscono all'iniziativa molti blogger 'di grido'. Primi fra tutti, i candidati alla segreteria del Pd Ignazio Marino e Mario Adinolfi, veterano, quest'ultimo dell'on line politico, visto che fu il primo a impostare solo in rete la sua campagna elettorale per diventare sindaco di Roma nel 2001 con 'Democrazia diretta', simboleggiata proprio dalla chiocciola degli indirizzi internet. Oggi sul suo blog appare un video brevissimo in cui lo stesso Adinolfi si tappa la bocca: ''liberi di bloggare. Sto con chi sciopera per la liberta' di espressione e di informazione anche via web in Italia'', e' lo slogan scelto.

In sciopero anche il socialnetwork del Pd: sul sito del Partito democratico l'annuncio e' in primo piano: ''14 luglio e' la giornata di silenzio dei blogger. Una protesta per manifestare contro il decreto Alfano sulle intercettazioni che se approvato introdurrebbe, con il cosiddetto 'obbligo di rettifica' per i siti, sanzioni pesantissime per gli utenti, impedendo di fatto alla rete di essere un fondamentale strumento di diffusione e di condivisione libera dell'informazione e del sapere. Il Pd e' con i blogger in sciopero, per dire no ai bavagli e alle censure e si' alla liberta' della rete e di un grande bene come la comunicazione. Il social network del partito, www.pdnetwork.it, aderisce alla manifestazione''.

Antonio Di Pietro non e' da meno: sul suo blog campeggia il megafono arancione che l'ex pm commenta con convinzione: ''Il mio blog aderisce allo sciopero dei blogger contro il bavaglio alle intercettazioni e all'informazione, promosso dalla legge criminale del ministro Alfano, e contro la norma del ''diritto di rettifica entro 48 ore'' per tutti i siti, norma ribattezzata dalla Rete ''ammazza Internet''.

Sostegno 'attivo' allo sciopero da www.piovonorane.it, il blog di Sandro Gilioli, che tra l'altro, pubblicizza l'adesione di Sinistra e Liberta' e pubblica la foto dei redattori, con bavaglio d'ordinanza, di Theblogtv e la polemica sottolineatura della mancata adesione di Beppe Grillo. Sul suo sito, infatti, nessun accenno all'iniziativa.

Si' allo sciopero anche da Marco Travaglio: ''In Italia, una politica "vecchia" e autoritaria vuole impedire la liberta' d'informazione attraverso giornali, siti internet e blog. Con leggi ad personam come il ddl Alfano che sono un attacco alla democrazia. Voglioscendere.it aderisce alla giornata di silenzio per la liberta' d'informazione on line'', si legge sul sito dove, anche qui, e' pubblicato il logo della manifestazione.

Sul sito di Luca Sofri non c'e' riferimento allo sciopero. Ma nemmeno aggiornamenti al 14 luglio. Ma lui stesso spiega: ''Aderisco allo sciopero dei blogger, certo. L'avevo scritto quando e' stato indetto. Oggi sono in viaggio e quindi non aggiorno il blog, ma sostengo questa iniziativa''.

Controcorrente la battaglia di Stefano Ceccanti, senatore dl Pd: ''Non aderisco allo sciopero -dice- perche' ritengo che facendo servizio pubblico, che include anche battermi contro le intercettazioni, aderire allo sciopero sarebbe controproducente alle finalita' dello sciopero stesso. Ho preso la parole in commissione Giustizia la settimana scorsa difendendoanche i diritti dei blogger. Il mio intervento e' uno degli ultimi post sul mio blog''.

lunedì 13 luglio 2009

31. Piove (sempre) sul bagnato


Premessa

Vedete, oramai ho una certa esperienza di come gestire la disoccupazione. L’aspetto più importante è sicuramente la gestione dei risparmi, di quello che, chi ha entrate, uno stipendio, delle rendite chiamerebbe - forse con un eccesso di prosopopea - portafoglio. In questi ultimi due anni praticamente non ho avuto entrate, se si esclude il mandato di pagamento per aver fatto niente meno che il segretario al seggio per ben due volte. Ma di questo narrerò a venire e, per certo, non voglio anticipare nulla per non togliervi il gusto della sorpresa.


Tema

Come sostiene il mai troppo ricordato (non ‘compianto’, ‘ricordato’) Freak Antony: “Se la fortuna è cieca, la sfiga ci vede benissimo!”.

Svolgimento

Non voglio partire da troppo lontano, per cui mi limiterò all’ultimo anno.

Giugno 2008

Quando l’anno scorso mi avventurai nella galassia delle assicurazioni, in 6 mesi riuscii a farmi riconoscere addirittura 1.000 euro (per quanto riguarda questi mesi... gagliardi e baldanzosi, si rinvia a "Tutto è perduto fuorché l'onore (parte 2)").



Bene, bravo!” direte voi. “Peccato”, mi permetto di aggiungere che giusto un anno fa ebbi un incidente d’auto mentre me ne tornavo allegramente (‘allegramente’?) a casa dopo aver allegramente trotterellato in quel di Mirafiori sud alla ricerca di qualcuno che avesse niente di meglio da fare che stipulare (si dovrebbe dire ‘accendere’, ma faceva veramente caldo) quando mi immetto nella rotonda di largo Orbassano.


Il traffico è abbastanza frenetico, anche perché, alle 18-18.30 la gente non vede l’ora di tornarsene a casa. Un’auto, forse perché più di fretta di altre, decide di irrompere con lieta baldanza nella rotonda, tagliando la strada all’auto di fronte alla mia facendosi beffe del diritto di precedenza.


L’auto di fronte inchioda ed io, senza fantasia, inchiodo. Si sente appena un urto, ma mi sento rincuorato vedendo che l’auto di fronte riparte senza ammaccature, tanto che – da perfetto cittadino rispettoso del codice della strada – strombetto per richiamare la sua attenzione. Accostiamo e compiliamo il C.I.D. Registriamo i dati, tracciamo uno schizzo dell’incidente, controlliamo i danni da lui riportati: NULLA, assolutamente NULLA (ve lo posso giurare e, se servisse, anche mettere per iscritto).

Scrupoloso come solo certe volte so essere, vado a controllare se mai avessi riportato io qualche danno: l’intero frontale sembrava dare un senso alle parole del Francesco G. “lamiere contorte”, dalla metafora della vita alla realtà! Intascati i sei mesi 1.000 euro, danno del valore di 1.000 euro: quando si dice il caso, la combinazione, il destino beffardo!

Luglio 2008

Finita la (dis-)avventura nella prima assicurazione e pronto per la seconda tragicomica esperienza, una notte calda ed afosa come non mai non riesco a prender sonno, nulla alla televisione ed ho persino finito le sigarette.

Decido di uscire per andarne a comprare al distributore, ma quando rientro, la chiave entra nella toppa, ma, per quanto mi c’impegni, non gira. Ci provo e riprovo, ma niente da fare. Passo la notte per i cortili sperando che nessuna volante mi blocchi per vagabondaggio e riesco a trovare ricovero in un bar che riapre alle 5 (del mattino) per chiamare i pompieri. I pompieri arrivano (con tanto di autopompa rosso fuoco, tanto per non dare nell’occhio) ....... alle 7.

Salgono in tre e si mettono ad armeggiare intorno alla serratura, arrivando alla brillante conclusione che è bloccata: “Ma va?…”. Cercano di forzarla, ma niente da fare. Uno dei tre ha un’idea a dir poco geniale.

Tira fuori da non so dove la lastra di una radiografia e, in men che non si dica, OPLA’, la porta e riaperta. Non mi resta che chiamare un fabbro per cambiare la serratura. Mica posso stare con la porta sempre aperta! Il fabbro arriva, è gentile ed affabile. Un po’ meno affabile il conto: 300 euro, ovviamente senza fattura.







Agosto 2008

Vi capita mai di svegliarvi nel cuore della notte per andare in bagno … a pettinarvi? A voi non capita? A me capita,... maledetta prostata!


Il fatto gli è che io c’ho tre gatti che, complice la calura, l’arsura, l’afa e chi più ne ha più ne possa, passano il loro tempo nell’ingresso per cercare di cogliere il minimo refolo di vento che m’ingegno a creare.


Per chi non lo sapesse i gatti sono i veri padroni di casa e mi considera poco più di un soprammobile, un maggiordomo utile giusto per dar loro da mangiare a precisi orari. La circostanza non mi turba, mi adatto, in fondo mi tengono compagnia. Il fatto è che, stando così le cose, non si può pretendere che quando, nel cuore della notte, a luci spente, si spostino per farmi passare. Insomma, rovinosa caduta, faccia contro un mobile, e … addio sorriso “splindente”!

Mia madre aveva già immolato un’ulna, a me i denti. Vado al pronto soccorso un po’ timoroso di raccontare come si sono svolti i fatti, quando, invece, con mia sorpresa, scopro che tale incidente è assai meno casuale di quello che si pensi. Morale della favola (nelle favole c'è sempre una morale): lascio al gentile dentista un bel 2.300 euro!


E’ vero, col senno di poi, pensando alle mie attuali condizioni economiche, ne avrei fatto a meno. Ma, allora, pensavo che per trovare un lavoro non sarebbe stato male avere i denti in bell’ordine. Insomma, oggi ho un sorriso invidiabile e non ho un lavoro.





Ottobre 2008


L’aspirapolvere decide di non aspirare più perché il motorino ha avuto la bella idea di fondere.

Ora, è vero che si vive anche senza aspirapolvere: in fondo per secoli si è andati avanti con una robusta scopa di saggina e, mentre si scopava, si faceva anche dell’esercizio fisico (sono un paio d’anni che non faccio più esercizio fisico, ma questa è un’altra storia che non credo racconterò per la semplice ragione che c’è nulla da raccontare).


Il fatto è che in casa ho la moquette è tre gatti (sempre quelli di cui sopra) che lasciano peli in ogni dove. Costo aspirapolvere: 130 euro


Novembre 2008

Bussano alla porta.

Strano, in genere nessuno si fa vivo, persino i testimoni di Geova (dopo anni) hanno rinunciato a suonare il campanello la domenica mattina). Vado a spiare dallo spioncino (per questo si chiama ‘spioncino’ e sta lì) e vedo il faccione distorto dalla lente del ragazzo che abita al piano di sotto. “Toh! – mi dico – che voglia fare buon vicinato?”.

Apro e, prima ancora che io abbia modo di dire una qualsiasi cosa, mi domanda se ho il bagno allagato. La cosa mi giunge del tutto nuova, anche perché sono mesi che non organizzo gare con le triremi nel mio bagno. Rifletto un attimo e, forte del fatto che mi sembra di ricordare di avere la casa in ordine, lo faccio entrare, anche per dissipare i suoi dubbi.

Il bagno non solo è pulito, ma asciutto, completamente asciutto.








Non pago mi invita a scendere nel suo alloggio e mi fa vedere una chiazza che fa bella mostra di sé nel suo bagno, l’ideale per una coltivazione di muffe o – a scelta – di funghi. Con un po’ di pazienza si può pensare alle stalattiti e stalagmiti: altro che grotte di Postumia!



Insomma: rottura del pozzetto del bagno, rottura delle piastrelle e rottura di ….. Costo della riparazione: 300 euro, ovviamente senza fattura.




Dicembre 2008

Tra Natale e Capodanno: fine anno, tempo di bilanci.

La busta di Intesa-SanPaolo che ho appena ricevuto potrebbe anche e persino essere per gli auguri, ma temo, ho il fondato sospetto che sia l'estratto conto di fine anno e, nel dubbio, non oso aprirla. Di fatti non la apro, perché io sono uno che, quando prende una decisione, non ci ripensa! Nevica come non capita da anni ed il freddo mi entra anche sotto le coperte. Decido di non uscire di casa, di starmene rintanato in attesa del nuovo anno, sperando che sia migliore: non vedo come potrebbe essere peggiore!

Mi rincoglionisco davanti alla tivvù con programmi idioti e decido e spero che l'idiozia mi rapisca. Dopo un paio di giorni inizio a non trovare neppure troppo male i programmi pomeridiani della D'Eusanio e della De Filippi: sono sulla buona strada.

30 dicembre

Nessun invito per il cenone, ma non me la prendo a male, sono inviti che non mi debbo neppure prendere la briga di declinare (quindi, non maceratevi nel senso di colpa se non mi avete invitato).

Tanto per non sapere cosa fare giro per casa quando, entrato in bagno, vedo una pozzanghera che mi occhieggia e dice "Uè, bello...!". Mi guardo intorno e m'avvedo che ci sono solo io; quindi, ne deduco, ce l'ha con me. Penso sia la gatta più piccola che ha deciso di fare un atto di rivolta perché quest'anno "niente panettone".


Ma siamo a fine anno e decido di non prendermela: siamo tutti più buoni.

Rientro dopo una decina di minuti e TOH, nello stesso posto una pozzanghera uguale alla prima. Non credo che la vescica della piccola sia tanto capace da essersi di nuovo sfogata e, mi dico, sarebbe esagerato prendersela tanto per una fetta di panettone.

Mentre penso che i tre si potrebbero anche messi d'accordo per tirarmi uno scherzo, mi abbasso per asciugare - vorrei evitare di scivolare, si sa come sono insidiosi gli incidenti domestici! -, quando sento un getto d'acqua tanto sottile quanto infido che mi colpisce beffardo in viso.

Mi faccio più vicino cercando di capire cosa sia, mi faccio luce con un accendino sperando non sia una fuga di gas ed eccola lì: una piccola perdita dal tubo del bidet, dal tubicino dell'acqua calda, per la precisione. La perdita non è così piccola come sembra.e, senza dubbio, non ha alcuna intenzione di smettere.



Ma è il pomeriggio del 31 dicembre e ripasso la varie possibilità di chiamare un idraulico... il 31 dicembre? Si tratta a) di trovarlo b) di trovarlo sobrio c) di trovarlo non incazzato d) di pagare una chiamata d'emergenza Pagare una chiamata d'emergenza? Rovinare il cenone ad un onesto idraulico? Non sia mai!!!



M'ingegno per chiudere il rubinetto dell'acqua, ma sono anni che non viene utilizzato e non c'é motivo per cui lo faccia ora: infatti non ne ha la minima intenzione. Frugo in ogni dove per racimolare degli stracci, avvolgere l'infido, far cadere il lembo dello straccio in una bacinella.


E' solo un palliativo, perché in breve la bacinella si riempe e tracima. Ora, non chiedetemi come VOI avete passato l'ultimo dell'anno, perché IO ho passato dal 31 dicembre al 2 gennaio con la sveglia caricata ogni 4ore4 per svuotare la bacinella. Il 2 gennaio ho chiamato l'idraulico che, onestamente ma senza fattura (quindi, non so quanto onestamente) per soli 80 euro ha cambiato il tubicino.






ANNO NUOVO, VITA NUOVA



Gennaio 2009


Da qualche mese ho in animo di connettermi ad internette tramite adsl, che, mi hanno spiegato, non è una malattia e, spero, comunque non contagiosa.



Mi informo a destra e, già che ci sono e per par condicio, a manca sulle varie offerte e, alla fine, mi decido ad entrare in un negozio per attivare la mia bella connessione. Solo che, beh, sì, insomma, la ragazza non sa come spiegarmelo, è incredibile, è la prima volta che le capita, ma, beh, dunque: nella mia scala, i numeri vecchi – quelli a sei cifre, per intenderci – non possono avere l’adsl.



Dovrei cambiare numero, ma, a quel punto, dovrei informare chi volesse chiamarmi che ho cambiato numero.

E’ anche vero che nessuno mi cerca da mesi sul fisso, ma, non si sa mai, metti che la donna della mia vita mi cerchi sull’elenco del telefono e non mi trovi? Come la mettiamo? A dire il vero quello che mi convince è la non piccola, né tanto meno trascurabile circostanza che se è vero che detti contratti sono vantaggiosi come canone (chi più chi meno, chi per una cosa chi per un’altra), è altrettanto vero che hanno una durata biennale con indicibili penali nel caso di rescissione prima del tempo: si va dallo strappo delle unghie, all’imparare a memoria tutte le canzoni di Peppino di Bari (e non so cosa sia peggio).

Ma è un nuovo anno ed io ho deciso di dare una svolta alla mia vita. La vedo come un’opportunità per non stare chiuso in casa e per andare ogni giorno in centro per vedere su interdette se c’è qualche offerta di lavoro che non aspetta altro che la mia risposta.


Non è ancora successo, ma potrebbe sempre succedere! No?



Aprile 2009



La situazione economica inizia a languire, ad entrare in uno stato di coma neppure tanto vigile. Scade l’assicurazione dell’auto e devo troncare l’affitto del posto auto in garage.


Finora avevo tenuto duro pensando che se avessi trovato un lavoro per il quale mi fosse stato utile avere un’auto, meglio averne una in discrete condizioni (ecco perché il garage, per superare l’inverno) piuttosto che comprarne una che non mi potrei permettere.



Ma ho deciso di prendere la bellezza di due piccioni con una fava, e, già che ci sono, di prendere decisioni decise e decisive: fuori l’auto dal garage e blocco dell’assicurazione.



Nel parcheggiarla fuori il garagista mi avverte che la batteria è partita, nel senso che non dà segni di vita. “Poco male! – penso e gli dico – vorrà dire che sarà più difficile rubarla. E, poi, senza assicurazione, dove vuole che vadano?”.


Ve l’avevo detto o no che col nuovo anno ho deciso di vedere il lato positivo anche nelle situazioni più negative? Come sto andando?

Luglio 2009

Da qualche mese, circa un annetto, accuso un lieve difetto di vista, all’occhio destro per la precisione.

Ma è assolutamente e perfettamente compensato dall’occhio sinistro, per cui non me ne sono dato mai particolare cura. A gennaio vengo colto da un’impressionante congiuntivite (aveste visto l’occhio anche voi avreste detto “BLEAH…impressionante!”), al punto che, quando l’occhio va un po’ meglio, decido di andare al pronto soccorso dell’oftalmico.

Mentre sono lì e già che ci sono ne approfitto (noi disoccupati approfittiamo sempre del fatto che le visite mediche sono aggratis: siamo o non siamo delle vere canaglie, ma simpatiche?). Mi prescrivono un primo esame, poi un secondo ed infine, giovedì 2 luglio il responso: distacco NE (neuro epitelio, la varite allegra e meno impegnativa de distacco di retina).

Ma io ho deciso di essere positivo col nuovo anno e, quindi, sorridendo, dico all’oculista: “Meglio, così vedrò metà delle cazz…e che ci sono in giro”.

Allora, come sto andando...?







Da ultimo


Un amico una sera di qualche sera fa mi chiese se non mi mancasse una sfera affettiva in questi ultimi anni. Beh, non posso negare che manchi (non per nulla tengo le porte aperte e, dovesse succedere, negherei contro ogni evidenza quello che vado scrivendo), ma ho deciso di essere positivo e coerente.

Consideriamo, anzitutto, il tema che dovevamo svolgere: il risparmio di soldi (e non vado fuori tema). Invitare ad uscire una ragazza è costoso e non è neppure detto che ci stia (beh, intendetela come volete); quindi, sarebbero soldi a fondo perduto, soldi che neppure ho.

E non ditemi che “se c’è l’amore…”: siamo sinceri, se continuate ad invitare fuori una ragazza e potete offrirle ogni volta solo un caffè, rischiate di trovarvi – forse, ma forse – con una ragazza, di certo uscirete con una ragazza oscillante tra il nervoso e l’isterico (e, magari, neppure ci sta).


Ma mi stavo, appunto, congedando dal mio amico dopo aver svolto le considerazioni di cui sopra, quando nella stradina a senso unico sulla quale eravamo affacciati passò un’auto coi finestrini abbassati (chi non ha l’aria condizionata – ci sono ancora auto che non l’hanno – ricorre a questi stratagemmi) ed una coppia che urlava, rinfacciandosi cose indicibili ed irripetibili (e, quindi, né le dirò né le ripeterò); mi voltai verso di lui e conclusi : ”No non mi manca!”.

Conclusioni



Nel leggere queste (che, mi premetto di ricordare) sono 'solo alcune' delle (dis-)avventure che mi sono occorse 'solo' nell'ultimo anno, qualcuno potrebbe avere l'ardine di suggerirmi un viaggio a Lourdes. Ebbene, ci ho già pensato; sono andato in un'agenzia di viaggio, ma alla partenza del torpedone ... sono risultato overbooking! Devo aggiungere qualcosa?

NON e` una storia di pura invenzione.
Nel racconto SI FA riferimento a fatti e persone REALI.



giovedì 9 luglio 2009

30. Kung Fu Panda? .... ma vaff'



L'esperienza nella galassia assicurativa si ripete, indeciso io se dar credito al detto repetita iuvant o confermare che chi non impara dai propri errori li ripete (oltre ad essere un imbecille, un perfetto imbecille: ed io ambisco alla perfezione!).

Comunque, nemmeno una decina di giorni dopo aver concluso la collaborazione in corso Unione, cedo alla tentazione che mi viene offerta da un'altra assicurazione, questa volta a meno di 5minuti5 da casa, sullo stesso corso. Cedo, mi concedo probabilmente per un bisogno di rassicurazione che io confondo, per assonanza, con assicurazione.

Il primo appuntamento sembra interessante.

L'incontro è con quello che diventerà il mio responsabile, Luca S.; un altro Luca, ... ma proprio non imparo mai!

Invero questo Luca S. si presenta molto diverso dal Luca N.: tirato, anzi, tiratissimo, alto biondo, sempre preoccupato che il suo ciuffo biondo ricada con malcelata noncuranza sulla fronte, molto educato e molto azzimato, insomma...molto.


Mi lascio anche sedurre dal contesto: uffici ordinati e puliti (con tanto di carta igienica nelle toilettes), la prospettiva di avere come benefit piccì e cellulare; un colloquio dove, peraltro, si parla di assicurazioni e di finanza (avete detto niente?!), ben lontano dalle pur sofisticate seduzioni e disquisizioni sui passi di bachata e di salsa cui ero abituato con Luca N.

Passo la prima settimana con altri tre ragazzi - Maurizio, Massimo e Henry, un peruviano, tanto per dare un tocco di internazionalità - in una stanza alle prese con un corso su piccì e con domande a risposta multipla alla fine di ogni capitolo.
Alla fine della settimana siamo compiaciuti di aver superato il test con un giorno di anticipo e siamo pronti per la vera settimana di formazione che si terrà a Milano presso la direzione.

La settimana a Milano è un modo per socializzare, familiarizzare.
Albergo pagato in una traversa di p.za della Repubblica. Unico limite è che il rimborso delle spese vive, condizionato al superamento dell'esame finale.

L'insegnante in aula se la cava egregiamente i primi due giorni, ma negli ultimi tre mette in luce tutte le sue lacune. Sicuramente anche delle lacune che non conosceva e che, più che lacune, sono vere e proprie voragini.

Poco male. Un innato senso di squadra e di sano cameratismo, unito ad un pratico schema a zona ci permette di superare brillantemente l'esame: ci sediamo, Maurizio ed io, strategicamente a fianco di Maurizio - che vantava già una solida esperienza in primaria (si dice così) società di assicurazioni - ed il resto è un giuoco da ragazzi.

Non supera il test il 4° uomo, Henry (se ricordate eravamo, giustappunto, in 4 e scommetto che vi stavate chiedendo dove fosse finito il 4° uomo), ma si rifarà una settimana dopo in ufficio ripetendo il test per 2-3-4 volte. Ma, alla fine, è dei nostri.

Fino a qui tutto bene. Appunto fino a qui.

La delusione non è tanto per il cellulare che possiamo/potremmo avere sì, ma con cauzione per l'utilizzo e con un contratto vodafone di favore, quanto per il fatto che non solo non vi è un portafoglio clienti, ma neppure sembra che alcuno tra i colleghi si dia un granché da fare per procurarsi clienti.

Insomma, per dirla tutta, in ufficio si fa nulla. E quando dico nulla, intendo proprio nulla.

Ad essere sinceri, il primo mese è prevista una retribuzione.
Inizialmente detta retribuzione era verbalmente garantita per i primi tre mesi; peccato che, leggendo attentamente quei piccoli piccoli piccoli caratteri sul contratto di collaborazione, tale garanzia fosse solo verbale ('verbalmente garantita', appunto).

Certo, l'ufficio è a 5minuti5 a piedi da casa. Con tutta calma ho tempo (nell'ordine) di radermi, fare la doccia, colazione, uscire di casa, salutare chi conosco per strada, arrivare sotto l'ufficio, prendere un altro caffè per aspettare che arrivino le 9 e salire.

Confesso che noi ultimi arrivati siamo alquanto perplessi per l'andazzo: dei veri moralisti.

Si sa, però, che il mondo non è fatto per i moralisti (vero, Silvio?).

Ma noi siamo motivati, fortemente motivati, oltremodo motivati: abbiamo voglia di fare, abbiamo molta voglia di fare.

Siamo gli unici ad ingegnarci per frequentare e volantinare bar e negozi della zona, ad imbustare volantini per ingorgare le buche delle lettere, per fare telefonate.
A proposito di telefonate, qualcuno di voi potrebbe domandarsi quale strumento e sofisticato data base avessimo a disposizione per cercare i potenziali clienti; niente di più facile ed allo stesso tempo semplice: le paginebianche o, leggermente più sofisticato, perché diviso per settori merceologici, le paginegialle.

Maurizio, avrete già capito che di noi era il più smaliziato, ha persino una brillante idea.
Obama non aveva ancora vinto le presidenziali USA valendosi del potente strumento di internette, che a Maurizio venne l'idea di aprire un gruppo di discussione si Fessbuk.
Confesso, lo ammetto, lo riconosco: non avevo la minima idea di cosa fosse Fessbuk, ma Maurizio fu molto benevolo, in considerazione - anche, se non soprattutto, della mia veneranda età - e mi fece una breve full immersion. E io, per non deluderlo, alternavo dei "Sissì, ..." con dei "ma certo!...".
Ancora oggi sono iscritto, ma uso lo strumento con particolare parsimonia per nascondere la mia imperizia che, a sua volta, nasconde ed è superata solo dalla mia dabbenaggine. Diciamo che non lo uso proprio!
Insomma, Maurizio crea un forum e, per fare 'massa', ci iscriviamo tutti e quattro: che io sappia ad oggi il sito conta la bellezza di quattro iscritti!


Il resto del tempo (quello che non dedicavamo a farci venire brillanti idee) lo passavamo a conoscere gli altri 5 o 6 colleghi.
C'era chi passava il tempo collegato ad internette per cercare lavoro, chi a chattare; ma ne ricordo in particolare uno che continuava all'infinito a ripetere i test di ammissione. Finito con successo un test, non pago o forse perché dubbioso che si fosse trattato di un caso fortuito, eccolo pronto a ricominciare.

Per ingannare il tempo e per dare buona prova della mia cieca volontà di lavorare per la causa comune, una volta irruppi da Fulvio - il responsabile dei responsabili - e gli chiesi lumi su quali brillanti strategie di marketing potessi utilizzare; osai persino (vi prego di notare quale fosse il mio ardire) domandargli quali tecniche avesse adottato lui!.
Fu molto, ma molto gentile, assolutamente gentile, completamente gentile, inaspettatamente gentile, insospettabilmente gentile ed esordì con un'affermazione: "Sono alla prima esperienza nell'ambito assicurativo!".

"Ah, però, ..." disse il Vostro.

Rimasi, lo ammetto, un attimo spaesato, confuso, turbato, interdetto ma subito mi venne in mente che anche la Fiatte si era affidata nelle mani di Marchionne, laureato in filosofia e che non proveniva dall'ambiente metalmeccanico: che io sappia - contraddicetemi in caso contrario - non ha mai lavorato alla catena di montaggio!
"Poco male, Fulvio, ma...dimmi, dimmi...".

Fulvio la prese alla larga, si appoggiò allo schienale della sedia imbottita, alzò gli occhi al cielo in cerca come di ispirazione, incrociò le mani dietro la testa indeciso, pensai, su quali parole semplici semplici potesse usare per spiegare macro e micro sistemi ad un - evidentemente - dilettante e... mi consigliò un libro di cui non ricordava esattamente il titolo, ma che pure gli era stato di grande aiuto e che ricordava perfettamente di aver letto.

Non che andare a chiedere lumi da Luca S. fosse di maggiore aiuto.

Il suo cruccio - che si aggiungeva al ciuffo biondo e ribelle che gli cadeva in fronte - era il bagno della nuova casa che aveva appena comprato: l'idraulico continuava a sbagliare l'altezza a cui mettere la doccia. Piccolo idraulico bastardo!

Insomma, le giornate si trascinavano, letteralmente.

Sinceramente, dopo la prima settimana iniziavamo, noi buoni ultimi, a nutrire qualche dubbio.

In verità ogni tanto sembrava vi fosse il barlume, l'illusione di un appuntamento.

La società aveva uno strumento di marketing assolutamente sensazionale.

C'era la possibilità di partecipare ad un concorso per l'estrazione finale di un i-phone semplicemente compilando un piccolo formulario dove, scritto piccolo che più piccolo non si può, era una liberatoria per prendere appuntamento con una non meglio precisata società assicuratrice.

Inutile dire, penso e credo, che la maggior parte delle persone (per non dire tutte) contattate rimaneva b_ _ _ _ _a: voglio aiutarvi, 'basita'. 'Basito', masch. sing., impetrito, attonito, privo di forza di reazione, sec.XVIII) e declinava l'invito. La gente non solo è strana, ma spesso irriconoscente.

L'arcano venne svelato quando ricevemmo una imeil dal mitico direttore generale: M.G. nella quale si invitava a non avere rapporti (di lavoro, e cosa vi pensavate?) con potenziali clienti che avessero anche solo un conto corrente con Intesa-SanPaolo.
"....a Torino?", direte voi...e, per non essere da meno, mi domandai io.
Per capire questa disposizione, bisogna sapere che l'assicurazione faceva formalmente parte del Gruppo Intesa-SanPaolo, ma che ad aprile 2008 era stata ceduta a Vittoria Assicurazioni, passaggio formalizzato ufficialmente al 1° gennaio 2009.

Insomma, noi ci trovavamo in quello strano interregno e, chiaramente, non vi era alcun interesse da parte di Intesa-SanPaolo a concludere contratti valendosi del marchio, contratti che a fine anno sarebbero passati ad un concorrente.

Come ci avessero detto: "fermi tutti, finora abbiamo scherzato, rilassiamoci un attimo...".

Il che, dal punto di vista di Intesa-SanPaolo non fa una piega, resta la domanda: ".... e noi?"

Martedì 11novembre 2008

Riunione del commerciale, meglio: per motivare il commerciale. E Dio solo sa quanto avessimo bisogno di essere motivati!

Luca S. è stravolto: ci confessa di aver lavorato sino a notte fonda per preparare la riunione.

L'incontro si apre con 4pagine4 in powerpoint e culmina con la proiezione di.... "Kung Fu Panda " (altrimenti perché il titolo di quello che state leggendo?).

Finito il film sono felice di dover andare dal dentista.
Il giorno dopo i colleghi mi dicono che si è aperto una discussione/dibattito sul cartoon alla quale tutti erano stati invitati, caldamente invitati a condividere gli spunti che un bravo commerciale poteva trarre dal simpatico panda: mai stato così contento di essere andato dal dentista!


L'indomani ce ne siamo andati tutti e quattro!

NON e` una storia di pura invenzione.
Nel racconto SI FA riferimento a fatti e persone REALI.

mercoledì 8 luglio 2009

29. Tutto è perduto fuorché l'onore (parte 2)


Uno degli ultimi clienti che seguii era una caso umano, molto umano, decisamente assai umano sia per le condizioni economiche sia perché il compagno stava morendo di tumore in fase terminale (non entro nei dettagli, ma dovete credermi).Il buon Luca N. gli sottopose un contratto vantaggioso: vantaggioso per lui, non per il cliente!

Era, inoltre, buon uso del codice etico della compagnia, presentare al cliente un prospetto al cliente del costo/opportunità del contratto sottoscritto nel corso degli anni.


Andando ad uno degli ultimi appuntamenti col cliente feci presente al Luca N. che aveva dimenticato il prospetto - ma lo vedete quanto sono sciocco e senza neppure impegnarmi? - e lui mi rispose: “E già, così il cliente si rende conto della fregatura!”.



Ed avrei già dovuto capire qualcosa.

Una volta telefonai ad una cliente di portafoglio per fissare un appuntamento.
Mi rispose sorpresa la madre, la quale mi disse: “Ma, veramente mia figlia è lì da voi…”.
Mi congedai facendo la parte del fesso (mi riesce abbastanza bene), andai con un pretesto nella stanza di Luca N. ed effettivamente la madre aveva ragione: la figlia era lì!

Peccato che il buon Luca N. non mi avesse detto nulla.

Ed avrei già dovuto capire qualcosa.

Gli abiti di Luca N. erano sempre gli stessi, ma, ingenuotto come sono, pensai che avesse almeno 3-4 abiti tutti uguali. Lavorando molto ed avendo poco tempo, mi dicevo, li avrò presi tutti uguali.

Per tre giorni di seguito venne al lavoro con un paio di pantaloni con un vistoso rattoppo sotto la chiappa (quella sinistra, per la precisione).

Luca N. si pavoneggiava con la sua BMW. Quando Luca N. usciva dall’ufficio non ricordava mai dove avesse parcheggiato. Luca N. a luglio voleva cambiare auto perché la benzina costava troppo.

Luca N. si vantava di aver comprato un appartamento. Dopo qualche settimana Luca N. confidò di vivere coi genitori.

Luca N. si proponeva come modello: "se lavorerete bene farete soldi, tanti soldi ... come me!".
Non dico che lavorando bene nel mondo assicurativo non si guadagni bene, ma forse Luca N. aveva scelto un esempio sbagliato

Ed avrei già dovuto capire qualcosa.

A fine giugno ebbi un incidente d’auto.
Non vi allarmate: mi feci nulla nel fisico, ma parecchio al portafoglio ed al morale: 1.000 euro, SIGH!!! (per i dettagli dovete attendere la prossima uscita "31. Piove (sempre) sul bagnato" )

Il giorno stesso in cui lo dissi al Luca N., per tirarmi su di morale mi affidò un incarico della massima importanza, che poteva essere portato a termine solo da una persona col mio carisma, con le mie capacità comunicative, col mio innato savoir faire: convincere tutti i clienti a non pagare più tramite assegno bancario ma tramite R.I.D. (bonifico bancario).
Feci presente che non avevo più l’auto a disposizione e che mi sarebbe stato difficile andare da tutti i clienti in pullmann rispettando la scadenza di fine mese e lui, generosamente, mi volle venire incontro: per ogni cliente che avesse ‘convertito’ la modalità di pagamento mi avrebbe riconosciuto nientepopodimeno la bellezza di 5,00 euro (non 500: 5,00, cioè, cinque!).

Feci un rapido conto: se tutti, ma proprio tutti avessero accettato la conversione, avrei messo in cascina addirittura la bellezza di 300,00 euro! La conversione dell'euro, al confronto, è stata una sciuocchezzuola!

Ed avrei già dovuto capire qualcosa.

Nonostante tutto, riuscii a portare a casa qualcosa come 4 contratti ('contratti - contratti', non 'contratto - conversioni', il che, per essere un principiante ed avendo zone come Lingotto/Mirafiori sud (M.nord è già Padania) mi sembrava una buona cosa.

Peccato che a fine mese non mi fossero stati riconosciuti.

Anzi, il Luca N. iniziava a motteggiare con simpatiche battute facete del tipo “Quand’è che porti qualche cliente? Sarebbe ora!”.


Ho pensato al simpatico cameratismo di Oxford, ad una qualche forma di umorismo non alla mia portata.
Mi venne la curiosità di vedere se i contratti fossero stati ‘caricati’ a piccì.
In un paio di occasioni ebbi il sospetto, a dire il vero più di un sospetto che il Luca N. imputasse a suo vantaggio contratti conclusi dai suoi diretti sub-agenti, sub-sub-agenti ed anche sub-sub-sub agenti. Ma era solo un vago, vaghissimo sospetto.

Da un paio di settimane il Luca N. ci aveva detto che non avremmo più potuto guardare il piccì se non in presenza dei propri diretti superiori. La motivazione era “direttive superiori”, una motivazione che è un po’ come il mistero del dogma per i cattolici: va presa così com’è, senza bisogno di spiegazioni o giustificazioni.

Insomma, il Tonino (ndr Guerra) era solito ripetere: “Gianni, l’ottimismo è il profumo della vita”, ma 1. io non mi chiamo Gianni e 2. più che ‘profumo della vita’ a me sembrava di sentire puzza di m….da!
Peccato che il Luca N. non si fosse dato cura di cambiare la password e fu facile rendersi conto che i contratti erano stati contabilizzati: contabilizzati sì, ma a favore di Luca N.



Avevo (finalmente) capito qualcosa.


Mandai un paio di essemmesse al Luca N. (parlargliene di persona avrebbe potuto essere inopportuno, pensai, per la mia fedina penale: dicono, ma potrebbe trattarsi di una leggenda metropolitana, che le lesioni fisiche costituiscano reato) dicendogli che, qualora non mi fossero state riconosciute le provvigioni a mio favore, avrei preso contatto con la direzione generale di Milano, in particolare col direttore marketing ed il direttore agenti.


Non mi crederete, ma la settimana dopo non collaboravo più con quell’assicurazione, ma ricevetti un bonifico (misero) in banca.

Tutto è perduto fuorché l’onore!!!

PS: il signore che avevo incontrato allo SMA era il mega-responsabile della filiale di corso Unione Sovietica, responsabile anche di Luca N.: anche i responsabili hanno responsabili!

Tutto e` perduto fuorche` l`onore

NON e` una storia di pura invenzione.
Nel racconto SI FA riferimento a fatti e persone REALI.

domenica 5 luglio 2009

28. Tutto è perduto fuorché l'onore (parte 1)


Sabato scorso allo SMA in fondo al corso dove abito ho visto una persona che non riuscivo a capire dove avessi già visto.
Vi capita mai di vedere delle persone sempre nello stesso posto, ma, se le vedete da qualche altra parte, ve ne uscite con un “…ma dove l’ho già vista quella faccia-facciosa?”.

Credo si tratti di un problema di contestualizzazione.

Aprile 2008

Mia madre è mancata da una decina di giorni e ricevo la proposta per un colloquio di lavoro per una prestigiosa assicurazione della galassia Generali.
Ho sempre avuto un’istintiva diffidenza verso le assicurazioni, ma mi rendo conto che, in attesa del lavoro della mia vita, in qualche modo devo pur rimpinguare il mio conto in banca prossimo al coma vegetativo.

L'annuncio che leggo recita:

Cerchiamo persone dotate di una buona capacità relazionale, con una spiccata sensibilità commerciale e buona cultura, che vogliano lavorare in una società in grado di offrire un portafoglio clienti ed il costante supporto dei propri professionisti. Se hai queste caratteristiche e cerchi lavoro, scegli di far parte di una grande azienda. Alleanza investirà nella tua formazione e crescita professionale.Ti offrirà interessanti guadagni con differenti opportunità di carriera.

Capperi e corbezzoli: ma sono io!!! Manca solo la mia foto! Piatto ricco, mi ci ficco!

E’ un colloquio da giacca e cravatta e la sera prima faccio le prove cravatta: è così tanto tempo che non ne porto una che non sono sicuro di saper fare ancora il relativo nodo.
Il primo tentativo fallisce, ma il secondo è buono.
Senza tentare di fare una terza prova – che potrebbe anche andare male – me ne vado di buon grado a nanna.

La sede è c.so Unione Sovietica. L’URSS non esiste più, ma nessuno sembra essersi dato cura di rinominare il corso aggiornandolo come federazione Russa.
Praticamente dall’altra parte della città, ma è un modo come un altro per riprendere l’auto.



Attendo un po’ nella sala d’attesa (che si chiama ‘di attesa’ proprio per tale ragione) e sfoglio qualche sole 24ore, tanto per darmi un tono ed anche perché non ci sono altre riviste.

Non sapendo cos’altro fare mi bevo non uno ma due bicchieri d’acqua .

Alla fine vengo introdotto nella stanza dove si svolgerà il colloquio con Luca N.
L.N. è un personaggio curioso: a metà tra il Paolo Belli (già cantante di Ladri di biciclette ed ora presentatore) ed un cartone animato giapponese.
Una pinguedine che trasborda dai vestiti comprati qualche chilo fa, capello lungo ed unto (come se fosse stato leccato da una mucca; ottima soluzione, mi viene da pensare, come alternativa alla carta moschicida), pizzetto, non semplicemente abbronzato ma reduce da un mese alle Lampados.



Il colloquio è breve ma cordiale, gli sembra strano che un laureato in giurisprudenza con cotanto civvì voglia fare l’assicuratore, ma – pare dirmi – “l’assicurazione è una grande famiglia pronta ad abbracciare tutti” (le parole non sono esattamente quelle, ma lo è il senso).


Il breve corso di formazione, di 1settimane1 è in via Garibaldi, angolo p.za Statuto.
Il corso è un tuffo indietro di parecchi anni: sembra di essere in classe, ma che dico ‘in classe’? sembra di essere durante una gita scolastica.

In fondo ci sono alcuni vantaggi; nell’ordine: 1. caffè gratis alle ore 11; 2. pranzo gratis consumato in una pizzeria poco lontano; 3. dopo un paio di anni, finalmente la possibilità di socializzare con nuove persone.

Non mi pare vero!

Ma la mia sede di destinazione è zona Mirafiori, proprio di fronte al quartiere delle caserme. Una tristezza che non vi dico! Per farmi forza, durante le pause pranzo prendo al volo il 4 o il 63 e vado a fare qualche vasca in centro.


Le prime due settimane è uso che si venga affiancati dal proprio responsabile ed io spero di approfittarne – ligio alle indicazioni che ci hanno dato come perle di saggezza durante il corso – per chiedere alla mia guida spirituale, come affrontare gli incontri coi clienti, quali accortezze ed – eventualmente – astuzie, sottigliezze, trucchi&trucchetti adottare; persino alcune precisazione sugli oltre 10 contratti che abbiamo nella nostra faretra.
Il Luca N. è sempre evasivo: la sua vera passione sono i balli latino americani ed ogni volta si finisce a parare su serate inverosimili che ha passato in quelle che una volta avrei definito ‘balere’.

Il nostro primo appuntamento è in via del Drosso.

Il Luca N. è ciarliero, di buona compagnia, si sente a proprio agio nel rapporto coi clienti; lui, continua a dire, si annoia a stare in ufficio: come uno squalo sente il bisogno di essere a caccia di prede e, appena sente odore di sangue, non molla la preda.

Alla fine del primo incontro, il Luca N. si sente in dovere di render onore ed omaggio alla padrone di casa ed alle proprie origini (dimenticavo di dire che è sardo) e si concede un primo bicchiere di mirto ed anche un secondo, visto che io declino l’offerta.

Tutto bene, non fosse che rimettendosi in strada il buon Luca N.:, con una repentina retromarcia – complice anche, a suo dire, una tanto sottile quanto perniciosa, perigliosa, sottile, martellante pioggerellina, ... ha un incidente d’auto.

Ed avrei già dovuto capire qualcosa.

Per puro spirito di cameratismo si sente come in dovere di accennare all’ipotesi che potrei essere io a portargli sfortuna.
Non mi sembra un bel modo per cominciare, ma forse ad Oxford, dove immagino Luca N. abbia studiato, l’approccio coi compagni di college è informale.

La zona che mi viene affidata è Mirafiori sud/Lingotto: chi legge ed è di Torino potrà intuire quali incedibili opportunità offrano questi quartieri. Senza contare che a giugno dello stesso anno (iniziavano le prime avvisaglie della crisi) la Fiat, non sapendo cosa fare, mise in cassa integrazione qualche migliaio di dipendenti.
(Per i non-torinesi i due quartieri di cui sopra sono tradizionalmente quartieri operai di mamma Fiat, da cui – non vi sarà sfuggito – i nomi originali)


In verità, contraddicendo alcuni luoghi comuni radicati in me, vi furono delle sorprese notevoli.
I quartieri non erano come l’ avevo immaginati per anni.
I cortili traboccavano di piante di rose che i condomini coltivavano con certosina perizia; le case erano molto curate (con arredamento anni ’70, ma ordinate e - unica concessione alla modernità - con tanto di televisori al plasma); le persone che andavo ad incontrare erano estremamente cordiali ed educate.

Certo, nessuna avventura di quelle si dicono capitino ad elettricisti ed idraulici, ma credo si tratti di prerogative riservate ad alcune categorie particolarmente privilegiate.

Certo, parcheggiando in via Negarville mi era capitato di trovare posto al fianco di un’auto con le 4ruote4 diligentemente tagliate, mentre in via Quarello faceva bella mostra di sé un’auto sapientemente bruciata.

Ma, pensavo, “...sarà il folklore locale”.

Insomma, detto col senno di poi, le zone che dovevo seguire non sembravano promettere i lauti guadagni che il Luca N. aveva dato per certi.

Ed avrei già dovuto capire qualcosa.

La simpatica assicurazione, comunque, si vantava di fornire ai propri ‘produttori liberi’ (ndr a seconda dei casi sub-agenti o sub-sub agenti o, persino, sub-sub-agenti) un portafoglio clienti, circostanza che veniva vantata almeno una volta al giorno.
Il mio portafoglio clienti aveva una sessantina di nominativa, di fatto riducibili ad una quarantina, considerando i minorenni ed i vari incroci familiari.

Di questa quarantina facevano parte anche i genitori che avevano acceso polizze a favore di figli con lavoro precario e che speravano di garantire un’integrazione della già misera – in prospettiva – pensione, ma con l’augurio che, prima o poi, potessero farsene carico i figli stessi.

Ma rimasi sorpreso che 4 o 5 clienti fossero degli ex-produttori liberi che formalmente risultavano nel portafoglio, ma, di fatto, avevano riscattato le loro polizze.

La maggior parte di loro era alquanto reticente sui motivi del riscatto, ma, alla fine – curioso come una faina – riuscii a farne parlare uno: era stato proprio alle dipendenze del Luca N. e (dopo alcuni epiteti che non oso neppure ripetere e dei quali mi sfuggono – ma è un mio limite – le iperboliche metafore), mi disse che era stato ‘consigliato’, ‘vivamente consigliato’ di far sottoscrivere polizze ad amici, parenti, fidanzata. Aveva convinto tutti, visto il modo non particolarmente … idilliàco, paradisiàco col quale si concluse il rapporto a riscattare le polizze, meno che ad una zia, ... ma non demordeva.

Ed avrei già dovuto capire qualcosa.

(to be continued)

l`assicurazione e` una grande famiglia...

NON E` una storia di pura invenzione.
Nel racconto SI FA riferimento a fatti e persone REALI.